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7 giugno 2006

L’Università di Perugia ricorda Giuseppe Ermini

Il 21 maggio scorso sono passati venticinque anni esatti dalla morte di Giuseppe Ermini, senza dubbio il più importante ed influente rettore chIl 21 maggio scorso sono passati venticinque anni esatti dalla morte di Giuseppe Ermini, senza dubbio il più importante ed influente rettore che l’Università di Perugia abbia avuto nel XX secolo. Ermini nasce a Roma nel 1900; pochi anni dopo la laurea in giurisprudenza viene chiamato ad insegnare all’Università di Cagliari e successivamente, nel 1932, arriva all’ateneo perugino, dove rimarrà per tutto il resto della sua vita professionale. Nel 1943, in un momento molto difficile anche per il mondo accademico italiano, viene nominato commissario dell’università, e due anni dopo viene eletto ufficialmente rettore. Rimarrà a capo dell’ateneo quasi ininterrottamente per più di trent’anni, fino al 1976: si prende una breve “pausa” a partire dal gennaio 1954, quando viene chiamato a Roma per ricoprire l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e poi quello di ministro della Pubblica Istruzione, nei governi guidati da Amintore Fanfani e Mario Scelba. Nell’estate del 1955, dopo la caduta del governo Scelba, Ermini torna a Perugia.
Durante il suo lunghissimo rettorato l’Università di Perugia ha attraversato una fase di grande sviluppo, caratterizzata dalla nascita delle nuove facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Magistero, e dalla ricostituzione della facoltà di Lettere, che era stata soppressa nel 1860. Negli anni Sessanta inaugura il biennio di Ingegneria, preludio a quella facoltà, nata una ventina d’anni dopo, che è tuttora uno dei fiori all’occhiello dell’ateneo.
L’università ha ricordato questa figura di grandissima importanza con una messa in suffragio presieduta dall’Arcivescovo di Perugia monsignor Giuseppe Chiaretti e concelebrata dal cappellano dell’ateneo monsignor Elio Bromuri, che si è svolta il 30 maggio nella Chiesa dell’Università: erano presenti l’attuale rettore Francesco Bistoni e i rappresentanti del corpo docente e del personale tecnico-amministrativo dell’ateneo, oltre ad alcuni membri della famiglia Ermini.

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