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17 ottobre 2006

Musica… Sapiente

Al via la stagione concertistica 2006/07 della IUC che anche quest’anno ospiterà sul palcoscenico dell’Aula Magna dell’UniverAl via la stagione concertistica 2006/07 della IUC che anche quest’anno ospiterà sul palcoscenico dell’Aula Magna dell’Università La Sapienza grandi personaggi del panorama musicale internazionale. La stagione 2006-2007 prevede due rassegne concertistiche. Martedì 17 ottobre si parte con il “ciclo Minerva”, con l’esibizione di Elio e dei Nextime Ensemble che eseguiranno musiche di Weill e HK Gruber, diretti dal maestro Danilo Grassi. Il “ciclo Calliope” inizierà invece sabato 21 ottobre con I Virtuosi di Mosca, musiche di Rossini, Vivaldi, Bach e Ciaikovskij, diretti dal maestro d’orchestra e violinista Vladimir Spivakov. I giovani italiani collocano l’esperienza musicale al terzo posto, dietro solo a famiglia e amicizia, lo rivelano alcune recenti statistiche effettuate nella città universitaria per eccellenza: Bologna. Sto constatando che i giovani amano più il rumore del suono melodioso degli antichi strumenti. E’ colpa delle orchestre moderne a cui viene affidato il compito di tramandare il linguaggio della musica classica, quella che dovrebbe restare in eterno come eco nelle nostre orecchie. La musica è sovraesposta e sottostimata. Sottoutilizzata. Nelle molte forme in cui lo spirito umano ha trovato espressione, unica tra le arti, possiede un intrinseco movimento ascendente. La Musica consola il corpo e stimola la mente, è Storia, racconta il nostro mondo, narra ciò che siamo stati e che non saremo più. Esplicita ciò che siamo. E’ il legame più immediato, evidente, tra Terra e Cielo. Qualsiasi sia la motivazione che l’ha fatta scaturire, si eleva, tende all’alto, dissolvendosi in quello spazio che è legame e al contempo segna la distanza tra l’uomo e il divino. E’ ben altro che un collante di buoni sentimenti da poco. E’ un potere reale, capace di soggiogare in bene e in male. Ma la musica è diventata, nel mondo moderno, voce imprescindibile dell’Economia, a dimostrazione ulteriore di quanto sia cosa seria, non riducibile a svago, a tempo libero. I linguaggi dell’arte, della musica in specie, sono molteplici, e tutti validi purché nessuno pretenda di essere il solo valido. L’importante è che i musicisti vogliano parlare chiaro per farsi capire. Buon ascolto a tutti, fedelissimi lettori.

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