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20 ottobre 2006

Un laureato dell’Insubria si aggiudica il premio Ambrosoli

Con la sua tesi di laurea in diritto penale discussa brillantemente all’Università dell’Insubria lo scorso anno, Elio Giann
Con la sua tesi di laurea in diritto penale discussa brillantemente all’Università dell’Insubria lo scorso anno, Elio Giannangeli si è aggiudicato l’ultima edizione del premio in memoria dell’Avvocato Giorgio Ambrosoli.

Il Comune di Milano ha istituito, nel 2000, il premio intitolato alla memoria dell’Avvocato Ambrosoli per rendere omaggio al professionista che, nel 1979, fu vittima di un omicidio della criminalità organizzata per la sua attività di contrasto ai reati finanziari delle nuove mafie.

Il ventiseienne dottore in Giurisprudenza di Cantù è stato premiato per la tesi dal titolo: «Il falso in bilancio. Il bene giuridico e la struttura del tipo» in cui affronta, in prospettiva penalistica sostanziale e di politica criminale, la riforma del diritto penale societario varata nel 2002.

Il prestigioso riconoscimento è stato conferito al dottor Giannangeli martedì 17 ottobre nel corso di una cerimonia svoltasi a Palazzo Marino, alla presenza del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato.

Insieme a Elio Giannangeli hanno ricevuto il premio altre due giovani neolaureate in Giurisprudenza: Martina Emilia Scalia e Daniela Costa.

La Commissione giudicatrice – composta dall’Avv. Tiziano Barbetta (avvocato del Foro di Milano), dal prof. Vittorio Coda (professore ordinario di Strategia e Politica Aziendale della SDA Bocconi), dal dott. Gherardo Colombo (consigliere della Corte di Cassazione) e dall’Avv. Umberto Ambrosoli (figlio dell’Avvocato Ambrosoli) – ha premiato queste tre tesi «perché sviluppano argomenti particolarmente interessanti, puntualmente documentati, traendo ispirazione per il loro lavoro dall’impegno civile e professionale di Giorgio Ambrosoli».

Nella motivazione la Commissione esalta lo spirito critico di questa tesi di laurea che ha per oggetto l’analisi della riforma del diritto penale societario, approvata con il decreto legislativo n. 61/2002 e della normativa in materia di false comunicazioni sociali, di cui agli articoli 2621 e 2622 del codice civile.
«Il lavoro – si legge nel commento ufficiale – è equilibrato nei giudizi e ancorato alla migliore dottrina giuridica sia nella parte di critica della riforma del diritto penale del 2002, sia nella parte relativa ai profili problematici dell’abrogato art. 2621 n.1 codice civile e alla nuova disciplina del falso in bilancio».

Un ringraziamento particolare è stato rivolto dal promettente studioso alla sua relatrice, la professoressa Grazia Mannozzi, straordinario di diritto Penale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria e all’amministrazione comunale di Milano per avere dato, con l’istituzione del premio a lui intitolato, «un esplicito riconoscimento della personalità morale, civile e professionale di Giorgio Ambrosoli».

Per il futuro Giannangeli è ancora incerto tra la professione di avvocato e la magistratura. Al momento è iscritto al secondo anno della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali Pavia-Bocconi (necessaria per accedere al concorso in magistratura) e sta ultimando presso uno studio milanese l’anno di praticantato preliminare all’esame di Stato.

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