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9 ottobre 2006

Unicam: scoperta mutazione genica che predispone allo sviluppo dell’alcolismo

Un importante scoperta, quella fatta dal gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Roberto Ciccocioppo del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Sanit&Un importante scoperta, quella fatta dal gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Roberto Ciccocioppo del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica dell’Università di Camerino, ha mostrato come una mutazione genica per il recettore del fattore di rilascio corticotropo predisporrebbe all’abuso di alcol e allo sviluppo dell’alcolismo.

Lo studio, realizzato in collaborazione con i ricercatori americani del National Institute of Health guidati dal Dr. Markus Heilig e pubblicato nei giorni scorsi dalla prestigiosa rivista americana Proceedings of Natural Academy of Science, ha evidenziato come i ratti, selezionati geneticamente per l’elevato consumo di alcol, siano portatori di una mutazione per il gene che codifica la proteina che media l’azione dell’ormone del rilascio corticotropo. Tale mutazione renderebbe gli animali estremamente suscettibili allo stress ed inclini a sviluppare disturbi dell’umore come ansia e depressione. L’elevato consumo di alcol, che in questi animali è innato, potrebbe servire a controllare i sintomi negativi legati a questi disturbi del comportamento. Un fenomeno identico e’ riscontrabile in una vasta popolazione di alcolisti che associano il loro elevato consumo di alcol al tentativo di trarre beneficio dagli effetti ansiolitici e anti-stress della sostanza.

“Ci sono voluti molti anni di studio – sottolinea il Prof. Roberto Ciccocioppo – per comprendere le ragioni dell’elevato consumo di alcol in questi animali. Finalmente stiamo iniziando a capirne le ragioni intime. In natura gli animali, fra questi i ratti, non bevono sostanze alcoliche, anzi le evitano. Questi animali, invece, assumono spontaneamente quantità di alcol che, se paragonate per peso corporeo al consumo umano, sono di circa 6-7 bottiglie di vino al giorno. L’identificazione di questo gene come fattore di vulnerabilità e’ estremamente importante perchè ci permette di capire da un lato le basi molecolari della patologia umana e dall’altro perchè apre nuove prospettive terapeutiche per il trattamento dell’alcolismo. Per esempio, in questo momento stiamo studiando farmaci bloccanti del recettore dell’ormone del rilascio corticotropo. Sembra che queste sostanze siano straordinariamente efficaci nel ridurre l’elevato consumo di alcol in questi animali alcol preferenti mentre non hanno effetti in animali non preferenti. Nei prossimi anni, in collaborazione con alcune aziende Farmaceutiche e con il National Institute of Alcohol And Alcoholism americano puntiamo a testare alcune di queste molecole in clinica. Questa nuova classe di farmaci potrebbe essere assai utile non solo per il trattamento dell’alcolismo ma anche per la terapia di alcune forme di depressione ed ansia”.

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