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31 ottobre 2006

UNIGE: Remo Datta, ingegnere da cento e lode

Polo Jean Monnet dell'Ateneo di Genova
UNIGE: Remo Datta, ingegnere da cento e lode

UNIGE: Remo Datta, ingegnere da cento e lode

Remo Datta all’Università di Genova, ingegnere da cento e lode.

Una singolare cerimonia, molto semplice, ma con un’intensa carica emotiva, si è celebrata presso la Facoltà di Ingegneria.

Una singolare cerimonia, molto semplice, ma con un’intensa carica emotiva, si è celebrata presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova.

Alla presenza del magnifico rettore, Gaetano Bignardi, il preside Gianni Vernazza ha consegnato un attestato alla carriera universitaria a Remo Datta, matricola 2481, classe 1906, l’unico centenario ad essersi laureato, il lontano 3 ottobre 1929, nella facoltà genovese.

Presenti i familiari, tra cui spicca Giovanni Novi, presidente dell’Autorità Portuale, nipote del longevo ingegner Datta. Tra gli invitati anche l’ingegner Poggi, che riveste oggi presso il Comune di Genova, nel settore strade, quel ruolo di “ingegnere capo” che per decenni, sino al 1971, era stato prerogativa del festeggiato. “E’ stata un’iniziativa molto bella – commenta il preside Vernazza -. Ci sembrava giusto celebrare la carriera universitaria e non solo dell’unico nostro laureato che ha raggiunto i cento anni”.

Una carriera che non può che essere da esempio per moltissimi giovani, quella dell’Ing. Remo Datta, iniziata nella Marina Militare (all’epoca ancora Regia Marina), per concludersi, a 93 anni, da libero professionista. Tra questi due punti fermi, decenni come ingegnere capo del settore strade del Comune di Genova. Datta progettava e la Superba del ventennio e del secondo dopoguerra cambiava volto. Dalle seu intuizioni, dai suoi studi, dai suoi disegni nascevano corso Italia, la sopraelevata e la Pedemontana (attuale Corso Europa), poi il silos di piazza Piccapietra e le principali strade collinari. Il 3 ottobre 1939, giorno nel quale l’allora magnifico rettore dell’Università di Genova lo insignì del titolo di Dottore in Ingegneria Navale e Meccanica, probabilmente neppure lui, un giovincello di 23 anni, matricola 2481, si sarebbe immaginato tanto. E invece Remo Datta, originario di Garlasco, cittadina nella pianura pavese, ma genovese d’adozione (si trasferì nel capoluogo ligure all’età di 4 anni), può essere considerato a tutti gli effetti uno dei “padri”, senon il vero e proprio padre, della viabilità nel capoluogo ligure.

Una carriera straordinaria, quella dell’Ing. Remo Datta, iniziata ufficialmente con l’esame di abilitazione conseguito nel 1929 presso la scuola d’Ingegneria di Napoli. Quasi subito l’assunzione negli uffici del Comune di Genova, la progettazione e l’inaugurazione di corso Italia e poi la guerra. Finita la guerra, per Datta fu tempo di tornare nei suoi uffici comunali.

“Alle mie strade – precisa – sino al 1971, quando andai in pensione”. Pensione per modo di dire. “Beh, sì – sorride l’ingegnere – di abbandonare il mio lavoro non avevo la minima intenzione. E così mi dedicai alla professione. Ero specializzato in cemento armato. Senza esagerare posso dire di aver costruito un centinaio di abitazioni tra Genova, il Piemonte e l’Algeria”, Non solo case però. “Ad Algeri – prosegue – ho progettato lo stadio, altri due impianti sportivi in località limitrofe e poi, sempre nella capitale, una vera e propria cittadella amministrativa, composta da una dozzina di edifici”.

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