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5 dicembre 2006

Studente cerca lavoro… in NERO

Da Nord a Sud l’imperativo è dominante: trovare un lavoro part-time che consenta di far fronte alle spese universitarie. Sono camerieri sDa Nord a Sud l’imperativo è dominante: trovare un lavoro part-time che consenta di far fronte alle spese universitarie. Sono camerieri serali o nei weekend, commessi, baby-sitter, “porta-pizze”, insegnanti improvvisati per ragazzi delle superiori o per bambini delle elementari-medie: tutti rigorosamente in nero! Ben sette su dieci sono gli studenti-lavoratori che, lavorando senza un contratto regolare, riescono a portare a casa circa 400-500 euro al mese. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata dalla fondazione Cesar per conto della Cgil e dell’Unione degli universitari. La ricerca ha coinvolto le università di undici città italiane. Dai dati raccolti è emerso che se il 52% degli studenti viene aiutato economicamente dai genitori e il 12% riceve sostegno dalle borse di studio. Solo il 29% ha un lavoro regolare, mentre ben il 70% degli intervistati ha dichiarato invece di lavorare in nero. Un dato altissimo che, a detta dei promotori dell’indagine, non si riscontra in nessun altra condizione sociale. Per studiare si sa ci si arrangia: la gran parte si improvvisa cameriere, commessa o insegnante part-time. Soldi “sporchi” che andranno poi a coprire, almeno in parte, le spese di affitto, vitto e materiale didattico.

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