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28 gennaio 2007

Alla ricerca dei “cervelli” d’Europa

Se per molti (forse anche troppi) italiani l’Unione Europea rappresenta solo un’altra istituzione burocratica pronta ad imporci, dall’alto delle s

Se per molti (forse anche troppi) italiani l’Unione Europea rappresenta solo un’altra istituzione burocratica pronta ad imporci, dall’alto delle sue ferree direttive, degli improrogabili doveri da rispettare, il recente bando di concorso per giovani ricercatori e dottori, indetto dal Consiglio Europeo di Ricerca (Erc), potrebbe farci cambiare opinione. Per i prossimi sette anni, infatti, sono stati stanziati ben 7,5 miliardi di euro da destinare ai migliori “cervelli d’Europa”, senza alcuna quota nazionale atta a garantire a tutti i Paesi membri di essere rappresentati. Insomma, sembra proprio (si spera!) che i fondi andranno a finire nelle tasche dei più meritevoli, ma soprattutto dei più originali. Non a caso saranno finanziati sino a 1500 progetti, tra quelli proposti dai partecipanti al bando di concorso, tenendo conto di venti differenti aree scientifiche, comprese quelle inerenti le scienze umanistiche e sociali. Il 15-20% dei fondi, infatti, dovrà essere garantito anche ai futuri letterati, comunicatori e filosofi “made in Europe”. Viva la meritocrazia!

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