• Google+
  • Commenta
25 gennaio 2007

Pisa: prima settimana nazionale di informazione sulla chirurgia della tiroide

Grazie a questa iniziativa aumenteranno diagnosi ed interventi precoci che offrono
importanti vantaggi estetici, cioè una cicatrice sul collo moltGrazie a questa iniziativa aumenteranno diagnosi ed interventi precoci che offrono
importanti vantaggi estetici, cioè una cicatrice sul collo molto piccola. L´utilizzo
della nuova tecnologia ad ultrasuoni, poi, garantisce maggiore sicurezza evitando rischi
per la voce.

Per la prima volta in Italia, dal 19 al 23 febbraio 2007, i cittadini potranno sottoporsi ad una visita specialistica gratuita per verificare
l´eventuale presenza di alterazioni della tiroide. Sarà sufficiente telefonare al Numero
Verde 800.134.365 attivato per l´iniziativa per avere i riferimenti dell´ospedale
pubblico più vicino tra i circa trenta distribuiti su tutto il territorio nazionale che
hanno aderito. In Toscana, in particolare, partecipa l´Ospedale Santa Chiara di Pisa. E´
quanto prevede la Prima Settimana Nazionale di Informazione sulla Chirurgia della
Tiroide, promossa da ESES, European Society of Endocrine Surgeons, con il Patrocinio
dell´Associazione Italiana della Tiroide, della SIMG, Società Italiana di Medicina
Generale, della SICE, Società Italiana di Chirurgia Endoscopica e di Cittadinanzattiva –
Tribunale per i Diritti del Malato.

A seguito della visita potranno emergere, anche attraverso l´ecografia eseguita
contestualmente, noduli o escrescenze, sia benigni che maligni, cioè le malattie che
spesso, quando raggiungono dimensioni di rilievo, devono essere affrontate con un
intervento chirurgico.

“Le visite contribuiranno a far emergere malattie della ghiandola che spesso non
vengono riconosciute” – spiega il professor Paolo Miccoli, Direttore del Dipartimento di
Chirurgia Generale dell´Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e Presidente ESES –
“poiché asintomatiche o con manifestazioni comuni ad altre patologie: molti noduli,
quindi, vengono individuati quando sono in fase avanzata. Tutto ciò rende gli interventi
più lunghi ed invasivi. Al di là del numero di visite gratuite che riusciremo ad
effettuare, contiamo che questa iniziativa sensibilizzi tutta l´opinione pubblica a
sottoporsi, anche in futuro, ad esami specialistici”. Controlli periodici, infatti,
significano diagnosi precoce ed intervento mininvasivo. Un´operazione, cioè, che prevede
un´incisione minima e, quindi, una cicatrice ridotta. Un vantaggio estetico di grande
rilievo dato che la maggioranza delle persone che, nel corso degli anni, dovranno essere
operate – cioè quasi un milione di persone su 7 milioni che soffrono di alterazioni
della ghiandola tiroidea, oltre il 10% – sono giovani donne, sotto i 40 anni.

Le operazioni alla tiroide sono state recentemente perfezionate dall´introduzione di un
nuovo bisturi ad ultrasuoni, progettato specificatamente per operare in spazi ridotti,
come, appunto, il collo, dove i danni da trasmissione di calore su strutture delicate
come i nervi laringei o le ghiandole paratiroidee possono rivelarsi più rilevanti e
duraturi.

L´utilizzo del bisturi ad ultrasuoni in queste operazioni permette di ridurre la durata
dell´intervento, della degenza e di convalescenza. Questo bisturi, inoltre, contribuisce
ad evitare i rischi di danneggiare le corde vocali e, quindi, a mantenere inalterato il
timbro di voce. “La bassa dispersione di calore dello strumento, infatti” – precisa il
professor Miccoli – “riduce i possibili danni al nervo ricorrente e l´infiammazione sui
tessuti del collo. Nella nostra esperienza le lesioni ai nervi laringei avvengono in
meno dell’1% dei casi. Grazie alla localizzazione dell’energia sulla sua estremità,
poi, questo bisturi è preciso e può effettuare un taglio molto mirato, un aspetto
fondamentale quando si deve operare, come nel nostro caso, in prossimità di strutture
particolarmente delicate ed in spazi terribilmente ristretti”. Questo strumento
garantisce altri importanti vantaggi: azzera le perdite di sangue grazie ad un´emostasi
perfetta e riduce la durata degli interventi dato che consente di separare, tagliare e
contemporaneamente coagulare tessuti e vasi. “Grazie alla rapidità con cui è possibile
effettuare i vari passaggi ed alla semplicità di una procedura in cui si utilizza un
unico strumento” – prosegue il professor Miccoli – “siamo riusciti a ridurre del 25-30%
i tempi delle operazioni in tutte le tecniche chirurgiche di asportazione della tiroide
e a minimizzare le possibili complicanze dopo l’intervento, che nella nostra casistica
sono globalmente inferiori al 3%. Il paziente può contare su una guarigione più rapida
grazie ad una migliore cicatrizzazione”.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy