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31 gennaio 2007

Università di Siena e il “disco bionico”

La ricerca in campo chirurgico ha fatto passi da gigante. E’ il caso di questa nuova tecnica chirurgica per l’ernia del disco cervicale applicata

La ricerca in campo chirurgico ha fatto passi da gigante. E’ il caso di questa nuova tecnica chirurgica per l’ernia del disco cervicale applicata a Siena per la prima volta in Toscana. Un disco bionico costituito da due protesi per ripristinare il movimento della colonna vertebrale colpita dall’ernia. Questo risultato importante è stato raggiunto al Policlinico Santa Maria delle Scotte grazie ad una tecnica chirurgica eseguita dal dottor Vitaliano Muzii dell’U.O.C. di Neurochirurgia Universitaria. Si tratta di un intervento chirurgico di asportazione di due ernie discali cervicali e sostituzione di ciascuno dei dischi intervertebrali malati con una protesi. L’ernia discale cervicale è una patologia frequente che affligge anche persone giovani e si manifesta con dolore al collo e alla braccia, spesso con perdita di forza nelle mani e persino alle gambe, ed è talvolta molto invalidante. Questa nuova tecnica, consente di asportare microchirurgicamente l’ernia ed il disco intervertebrale degenerato e di sostituirlo con una protesi che fa da ammortizzatore tra le vertebre, in maniera molto simile ad un disco “naturale”. Dopo l’intervento non è necessario portare il collare cervicale ed i pazienti possono tornare alle normali attività nel giro poche settimane. Non è la prima volta che si esegue un intervento del genere. Un intervento simile era già stato eseguito recentemente dal professor Aldo Mariottini, presso la stessa U.O.C. di Neurochirurgia Universitaria, ma questa è la prima volta che è stato effettuato l’impianto contemporaneo di due dischi artificiali di questo tipo nello stesso paziente.

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