• Google+
  • Commenta
14 febbraio 2007

La RIAA arriva sui banchi universitari

Per coloro i quali già conoscono il significato della sigla citata nel titolo del mio ultimo pezzo, dirò subito che possiamo stare t

Per coloro i quali già conoscono il significato della sigla citata nel titolo del mio ultimo pezzo, dirò subito che possiamo stare tranquilli, almeno per il momento; visto che la notizia in questione riguarda esclusivamente alcune università americane.
Per tutti gli altri lettori, che immagino siano la maggioranza, comincerò con lo svelare il significato dell’acronimo in questione.
RIAA sta a significare niente meno che Recording Industry Association of America, ovvero dietro queste 4 lettere si cela l’Associazione americana dei produttori discografici, fondata nel 1952, che rappresenta in pratica il mondo discografico americano.
Ebbene i signori della RIAA, dopo gli scandali legati ad assurdi processi intentati ad anziane signore (talvolta finanche passate a “miglior vita”), accusate di rubare musica attraverso l’ignobile pratica del “file sharing” (anche conosciuta come “peer to peer”), sono al centro dell’attenzione del mondo universitario per via di una nuova “trovata”.
Un videoclip.
Un breve filmato da mostrare agli studenti, per convincerli che scaricare musica o duplicare i compact disc (attenzione: anche quelli regolarmente acquistati, magari a caro prezzo!!) è sbagliato ed influisce gravemente sul calo delle vendite dell’intera industria discografica.
Proprio così: questa sembra dunque essere la nuova panacea contro la crisi di vendite, escogitata dalla più importante associazione mondiale, che ha in mano le sorti del mercato della musica.
Quello che lascia attoniti, al di là di tutte le considerazioni su cosa sia effettivamente giusto o sbagliato, è il dover assistere all’ennesimo episodio di inutile “propaganda” da parte di un’entità che, invece di affrontare il problema assolutamente inconfutabile della crisi del mercato della discografia, continua a difendere la propria posizione attraverso una serie di ridicole azioni di convincimento, fatte di considerazioni arbitrarie, spacciate per verità assolute.
Sono certo (e non credo di essere il solo a pensarlo) che non basterà certo un videoclip a risollevare le sorti del mercato del disco.
La situazione non potrà cambiare finché i colossi della discografia mondiale non decideranno di riunirsi attorno ad un tavolo per fare una seria autocritica e per cercare delle reali soluzioni ai fenomeni del caro-dischi e della scarsa qualità del prodotto in vendita, prima ancora che a quelli della pirateria o della musica via internet.
Chiunque voglia tuttavia visionare il clip di cui ho parlato, può trovarlo in diversi formati all’indirizzo web www.campusdownloading.com/dvd.htm# : non potrete “scaricarlo” (naturalmente!!), ma potrete ordinarne una copia gratuita in DVD, che vi sarà recapitata al vostro domicilio.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy