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21 marzo 2007

Due venerdì a Milano contro la tortura sulle donne

Torturare per tradizione? Mai più. Le mutilazioni genitali femminili sono una barbarie che non giustifica nessun rito di iniziazione all’et&agrTorturare per tradizione? Mai più. Le mutilazioni genitali femminili sono una barbarie che non giustifica nessun rito di iniziazione all’età adulta, nessuna preservazione dell’identità culturale di una qualsivoglia etnia nel mondo. E il dibattito, finalmente, arriva anche nelle Università. A Milano, venerdì 23 e venerdì 30 Marzo, nel polo didattico della Statale a Vialba, si terrà una due giorni dedicata alla violenza subita da donne e bambine in Africa, nel Medio Oriente, ma anche in alcune zone del sud-est asiatico. I dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nonché dell’Unicef, sono allarmanti in merito. La pratica più terribile di tutte, l’infibulazione, è purtroppo ancora usata in molti paesi del mondo, in nome di una pseudo-cultura, che vorrebbe schiacciare, sopprimere la semplice diversità femminile laddove vige tuttora un maschilismo da MedioEvo. Certo, alcuni sapientoni ribatteranno che anche da noi, nella civilissima Europa, la donna vive ancora situazioni di subalternità, ma la tortura è stata abolita parecchi secoli or sono. Nell’era del villaggio globale è un dovere di coscienza collettiva sensibilizzare le persone, magari immigrate, che mutilando la propria figlia, credono di essere a posto con la loro credenza religiosa. Per fortuna in Italia, la mutilazione dei genitali femminili, a partire dal Gennaio 2006 è un reato penale. E fa male venire a sapere che, nell’ambito della votazione della legge in Parlamento, qualche deputato si è astenuto. La libertà dell’individuo, uomo o donna che sia, viene prima di tutto. Prima del pregiudizio ideologico, prima della cultura di cui essi fanno parte.
Durante il primo dibattito di venerdì 23, sarà proiettato il film senegalese “Moolaadè” di Ousmane Sembene, menter nell’incontro successivo del 30, verrà dato più spazio alla discussione in merito al problema della tortura e mutilazione subita dalle donne. Interverranno docenti della Statale di Milano, oltre che volontari di Medici Senza Frontiere. Liberiamo la donna, sciogliendo catena dopo catena.

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