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6 giugno 2007

Bellinzona: un laboratorio di scoperte

Un’importante scoperta avvenuta in un laboratorio di ricerca di Bellinzona, piccola località della Sviizera Italiana, è stata resa pubblUn’importante scoperta avvenuta in un laboratorio di ricerca di Bellinzona, piccola località della Sviizera Italiana, è stata resa pubblica. Sono infatti stati prelevati degli anticorpi da pazienti che sono sopravvissuti all’influenza aviaria in Vietnam riprodotti in laboratorio, sono stati riprodotti, sempre, in laboratorio ed hanno neutralizzato il virus H5N1, potenzialmente letale per l’uomo. Alla ricerca internazionale ha contribuito molto l’Istituto di Ricerca in Biomedicina (I.R.B.) di Bellinzona.
Questi anticorpi infatti sono stati scoperti dal Professor Antonio Lanzavecchia nel laboratorio sopracenerino. I ricercatori dell’I.R.B. hanno potuto così riprodurli rapidamente partendo da un campione di sangue; tutto questo grazie all’utilizzo di una nuova tecnica.
Le copie riprodotte in laboratorio sono del tipo “Anticorpi Monoclinali”, perché sono identici fra di loro visto che sono generati da linee cellulari provenienti da un solo tipo di cellula immunitaria.
Il professor Lanzavecchia ha spiegato che non si può essere sicuri che un eventuale virus pandemico dell’influenza somiglierà al ceppo H5N1 che abbiamo studiato o che gli anticorpi monoclonali generati utilizzando la nostra tecnica saranno in grado di combattere un tale virus; tuttavia, è confortato dall’ampia attività neutralizzante di questi anticorpi in laboratorio e dalle modeste dosi richieste. Inoltre bisogna aggiungere che questi anticorpi si sono rilevati molto utili non solo per combattere il ceppo vietnamita dell’H5N1 in colture di vitro, ma anche nella prevenzione e nella cura per le infezione causate da ratti. Questo grazie ad esperimenti effettuati con le cavie, dove dopo essere state infettate, erano curate con la somministrazione dell’antidoto, dando modo così ai ricercatori di notare che nei loro polmoni il virus era presente in sempre minori quantità.
Un aspetto importante è che è stato possibile amministrare il trattamento fino a 72 ore dopo l’infezione. Questo è un aspetto interessante in modo particolare dato che le persone che si ammalano non sono generalmente disposte a segnalare il caso ai centri di cura, facendo così avanzare gli stadi della malattia.
Insomma una scoperta importante che da la possibilità di curare patologie terribili, riuscendo poco a poco a sconfiggerle in modo definitivo.

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