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19 luglio 2007

Unimore: il nuotatore e la ballerina

Non solo bravi nello studio, gli studenti iscritti all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sono anche sportivi di successo. Le r
Non solo bravi nello studio, gli studenti iscritti all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sono anche sportivi di successo. Le recenti vittorie di Filippo Bonacini e Samanta Valisena, nel nuoto lui, nel ballo lei, entrambi disabili, rilanciano l’impegno dell’Ateneo emiliano a favore dell’integrazione degli studenti diversamente abili.

Ottimi studenti e ottimi sportivi, così si possono definire Samanta Valisena e Filippo Bonacini, studenti, disabili, iscritti all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che in questi giorni hanno ricevuto moltissime soddisfazioni e tante attestazioni di stima per gli ottimi risultati raggiunti sul piano sportivo.

Filippo Bonacini, reggiano, classe 1984, iscritto al corso di laurea specialistica in Consulenza e gestione d’impresa della facoltà di Economia “Marco Biagi”, è salito in questi giorni agli onori della cronaca per i sorprendenti risultati ottenuti ai campionati assoluti di nuoto per disabili tenutisi a Palermo il 7 e 8 luglio scorsi, perché è riuscito in sole due giornate di gara ad accaparrarsi 3 ori (50m dorso, 50 m farfalla e 150 m misti) e a stabilire il record italiano nei 50 metri farfalla, imbattuto dal 1994, con 44’’71.

Una passione per l’acqua che nonostante un incidente avuto a 17 anni l’ha riportato sempre in vasca.

“Ho cominciato a nuotare a 5- 6 anni, – racconta Filippo – anche se poi come tutti i bambini ho voluto provare calcio, tennis, accorgendomi che non facevano per me. A 17 anni ho avuto l’incidente in moto e ho lasciato il nuoto provando con il basket in carrozzina, ma ancora una volta non era il mio sport. Sono tornato in acqua tanto per fare un po’ di allenamento, finchè non mi hanno proposto di allenarmi più intensamente per poter partecipare alle gare e così gradualmente ho ripreso. Adesso mi alleno quasi tutti i giorni per un paio d’ore, anche se dopo i campionati di Palermo mi sono un po’ fermato perché devo studiare”.

Chi invece lo sport l’ha scoperto da poco è un’altra studentessa dell’Ateneo emiliano, Samanta Valisena, reggiana, classe 1987, iscritta al corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione della facoltà di Scienze della Formazione, che da novembre scorso ha trovato nella danza un mezzo d’espressione potentissimo come lei stessa ci ha raccontato.

“Per me è un onore parlare della danza, perché è una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto. Mi trasmette sensazioni meravigliose come di stare sulle nuvole e sentirmi un soffio di vento”.

L’esperienza sportiva di Samanta è legata al gruppo di danza reggiano Let’s Dance, che vede coinvolti insieme ballerini disabili e normodotati. Proprio recentemente il gruppo di cui Samanta fa parte ha gareggiato a Bologna per i primi campionati di Wheelchair Dance Sport tenutisi a fine giugno ottenendo il premio per la miglior coreografia nel ballo di gruppo nella categoria Open.

Samanta che a Bologna ha concorso all’interno della categoria ballo di gruppo è anche una studentessa determinata.

“Ho scelto Scienze dell’Educazione perché la mia aspirazione è aiutare gli altri e studiando e laureandomi posso dimostrare che chi come me è seduto in carrozzina non è un bambino, ma un adulto con la volontà di superare le barriere che gli vengono imposte”.

Entrambi hanno trovato incoraggiamento per le attività di studio dal Servizio Accoglienza studenti disabili dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, che si occupa di coordinare e garantire l’integrazione e l’inserimento dei giovani universitari diversamente abili sia attraverso il sostegno allo studio che attraverso l’organizzazione di attività ricreative.

“Il Servizio si è recentemente adoperato – hanno spiegato la prof. Giovanna Gavioli e il dott. Giacomo Guaraldi, rispettivamente Delegata del Rettore per la disabilità e Referente del Servizio – insieme al CUS, Centro Universitario Sportivo, e su richiesta degli studenti diversamente abili dell’Ateneo proprio per l’istituzione di un gruppo sportivo per gli studenti in situazione di handicap che possa essere un’occasione per fare attività fisica e contemporaneamente possa aiutare i ragazzi ad integrarsi e a socializzare”.

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