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19 ottobre 2007

Palermo: parte la seconda edizione de “Le vie dei tesori” dell’ateneo

Sono quattordici i luoghi che Palermo mette in mostra nei fine settimana d’ottobre nell’ambito della seconda edizione della kermesse “Le vie dei t

Sono quattordici i luoghi che Palermo mette in mostra nei fine settimana d’ottobre nell’ambito della seconda edizione della kermesse “Le vie dei tesori”, organizzata per festeggiare il bicentenario del ateneo palermitano.
Un percorso attraverso la storia, la cultura, l’arte e la scienza: dal “palazzo Steri”, al “Carcere dei penitenziati”, all’“hotel de France”, all’ “Orto botanico”, alla “Fossa della Garofala”, all’ “Osservatorio Astronomico”, alla “Cripta delle Repentite”, al “Museo Doderlein”, all’ “Aereo G59”, al “Museo Gemellaro”, al “Convento di S. Antonino”, al “Museo della Radiologia”, alla “Cappella dei falegnami”, fino alle “Collezioni d’ingegneria”.
Lo Steri è uno dei luoghi simbolo di Palermo. Sede del rettorato dell’università, custodisce sette secoli di arte e storia della Sicilia. Il dipinto de “La Vucciria” di Renato Guttuso, regalato nel 1974 dall’autore all’università palermitana, rappresenta ormai l’icona del capoluogo siciliano.
Il Carcere dei Penitenziati mostra le tracce delle pitture e dei graffiti dei reclusi nella prigione della Inquisizione. L’Hotel de France, che dall’inizio dell’ottocento fino alla metà del novecento ha ospitato grandi nomi della politica e della letteratura internazionale, riapre le sue porte al pubblico dopo anni di abbandono. Dopo anni di restauro riapre anche l’orto botanico (costituito da dieci ettari di terreno) che con la sua storia bicentenaria rappresenta il più antico giardino scientifico d’Europa. Per rimanere in tema di botanica è visitabile anche la Fossa della Garofala: un lembo di Conca d’Oro con specie botaniche esotiche ed esemplari particolari di macchia mediterranea. Dall’osservatorio astronomico, invece, è possibile godere di un panorama mozzafiato sulla città, mentre al suo interno dei famosi telescopi del principe Tomasi di Lampedusa citati ne “Il Gattopardo”. Nella Cripta delle Repentite sono custoditi i segreti del convento cinquecentesco di S. Maria la Grazia, meglio conosciuto come convento delle Repentite, le ex prostitute convertite alla vita monastica. Il Museo Dordelein custodisce una collezione di zoologia molto interessante fra cui ricordiamo i mille e duecento esemplari di pesci conservati con uno speciale trattamento chimico che dà effetti di assoluto realismo e di cui, si dice, non è ancora conosciuto il composto. L’aereo G59 rappresenta uno dei gioielli dell’aviazione italiana. Si tratta di un caccia progettato da Giuseppe Gabrielli e realizzato dalla Fiat negli anni 1950-1951. E’ stato per molti anni l’aereo delle “Frecce Tricolori”. Il Museo Gemellaro offre un viaggio paleontologico nella terra siciliana. Interessanti risultano gli esemplari ricostruiti degli elefanti siciliani e la goccia di mare preistorica impressa in un cristallo di gesso risalente a sei milioni di anni fa. Aperto anche il Convento di S. Antonino, costruito a partire dal 1630 per ospitare i francescani, che agli inizi del novecento fu trasformato dall’Esercito in caserma della sussistenza: un mulino dedicato al ciclo di lavorazione completo dal grano al pane. Oltre al Museo della radiologia, dove è possibile riscoprire lo studio dei raggi X di Rontgen, è possibile visitare la Cappella dei Falegnami, gioiello barocco custodito nel convento di San Giuseppe dei Teatini (oggi sede della facoltà di Giurisprudenza) e le Collezioni d’ingegneria dove è possibile ammirare anche il modello in legno in scala 1:50 della Mole Antonelliana di Torino.

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