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29 gennaio 2008

Parthenope: si ritorna alla normalità dopo l’allarme della bomba

Si sa, quando si scava nel sottosuolo può venire fuori di tutto. Soprattutto se quel sottosuolo, una volta, era un porto romano o un borgo medievale
Si sa, quando si scava nel sottosuolo può venire fuori di tutto. Soprattutto se quel sottosuolo, una volta, era un porto romano o un borgo medievale. Imbattersi in antiche navi mercantili, anfore romane o cimeli medievali e perciò all’ordine del giorno per gli operai che stanno lavorando da anni al cantiere della nuova stazione della metro di piazza Municipio; ma questo no, questo proprio nessuno si aspettava di trovarlo. La settimana scorsa, durante uno dei soliti scavi, la ruspa escavatrice s’inceppa perché urta qualcosa di anomalo. E per fortuna che si è arrestata, mi viene da dire, altrimenti non sarei qui a raccontarvi una storia allegra ma una tragedia. Viene dunque alla luce un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale, una di quelle bombe americane in grado di devastare una piazza o di abbattere un edificio. Insomma, un vero e proprio pericoli per gli abitati della centralissima piazza Municipio. Subito dopo il ritrovamento si è attivata la macchina organizzativa della Protezione Civile, pronta a mettere in piedi un piano di sicurezza per evacuare la zona rossa. Anche l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, trovandosi a meno di 300 metri dalla bomba, è stata costretta a sospendere tutte le attività della propria sede centrale (via Acton, ndr). I primi studenti che hanno appreso la notizia sono stati coloro che stavano navigando nel sito dell’ateneo, dove, in alto a sinistra nella home page, campeggiava un avviso che segnalava che «tutte le attività sono sospese fino a data da destinarsi». Una vera e propria manna dal cielo per chi è in procinto di fare gli esami; una tragedia, invece, per chi doveva seguire le ultime lezioni di qualche corso. Ma, sfortunatamente per i primi e felicemente per i secondi, la sosta forzata dallo studio dura solo l’arco di 24 ore. Tempo un giorno, dunque, ed il pericolo per tutte le attività presenti nell’area rossa cessa. Successivamente la bomba viene presa in affidamento dagli artificieri del genio militare, che provvederanno poi a farla brillare in aperta campagna. Si ritorna alla normalità. Il sogno di far saltare la sessione d’esami è durato solo 24 ore. L’unica cosa che potrà saltare, casomai, sarà la pazienza di qualche studente alle prese con un tostissimo esame.

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