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28 febbraio 2008

Da Parigi all’Italia: caro-casa e il problema degli alloggi universitari

Due settimane fa dall’Unef, il maggiore sindacato studentesco francese, è divampata la protesta su uno dei problemi che maggiormente colpisconoDue settimane fa dall’Unef, il maggiore sindacato studentesco francese, è divampata la protesta su uno dei problemi che maggiormente colpiscono gli studenti transalpini: quello della casa, dell’alloggio nel quale trascorrere il periodo di studi, un diritto che andrebbe garantito ad ogni giovane tenendo conto dei prezzi esorbitanti a cui sono giunti gli affitti. Basti pensare che a Parigi non è possibile trovare nulla sotto i 400 euro, che i posti nei collegi studenteschi sono 3500 a fronte di 310mila iscritti nelle università nella capitale. Un problema sul quale l’Unef ha voluto attirare l’attenzione con una campagna pubblicitaria un po’ “osè” ma assai significativa: un manifesto nel quale una coppia di giovani appare impegnata a consumare un amplesso nel bel mezzo di mamma e papà che dormono tranquilli ai bordi del letto. La sarcastica didascalia: “ E pensare che c’è chi dice che gli studenti non hanno problemi di alloggio”. In tutta la Francia le residenze universitarie contano 156mila posti, gli studenti sono più di due milioni; la maggior parte identificati dalla sigla SDF, “senza domicilio fisso”. Con quali conseguenze? Da quelle più estreme della prostituzione per le ragazze, ai centri di accoglienza per i senza casa, a chi dorme nell’auto parcheggiata a pochi metri dalla facoltà, chi nel fast food dove lavora, chi negli squat occupati, periodicamente sgomberati e ri-occupati. Chi, come a Montpellier, viene accolto nelle sedi della Croce Rossa. Una realtà drammatica per far fronte alla quale l’Unef ha ideato la sua acre e provocatoria campagna. Con una richiesta immediata: almeno un miliardo di euro dallo Stato per investire nella costruzione di nuove case dello studente e per ristrutturare quelle vecchie, spesso in condizioni fatiscenti.
E in Italia? Sull’attenzione rivolta dalla stampa nostrana al caso francese, l’Udu (Unione degli Universitari) ironizza con stupore: anzitutto il poster utilizzato dall’Unef non è affatto nuovo, ma era già stato utilizzato in una precedente campagna e attraverso l’Esu, il sindacato degli studenti europei, giunto anche in Italia. Dove, guarda caso, venne utilizzato due anni fa proprio dall’Udu per denunciare il problema delle condizioni abitative degli studenti universitari italiani. E i media dov’erano allora? Perchè dell’iniziativa italiana nessuno parlò? Le nostre classi dirigenti, le stesse che oggi si indignano di fronte a questa scottante realtà, due anni fa non manifestarono il minimo interesse. C’è bisogno di vedere quello che succede fuori dall’Italia per attirare l’attenzione su un problema così tanto tristemente italiano? Nel silenzio, l’Udu continua il suo lavoro denunciando la scarsità degli alloggi pubblici e l’insostenibilità degli affitti nelle città italiane. E se il caso francese può servire da molla per smuovere le coscienze delle autorità, ben venga l’informazione estero-centrica, l’ennesimo escamotage per fuggire dai nostri problemi.

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