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25 febbraio 2008

Le Università Italiane nel Global Management Challenge

Al giorno d’oggi sono molti gli atenei italiani che usano una competizione di business per mettere alla prova il potenziale dei propri studenti, come Al giorno d’oggi sono molti gli atenei italiani che usano una competizione di business per mettere alla prova il potenziale dei propri studenti, come ad esempio il Global management challenge, ovvero il Concorso Internazionale di Strategia d’Impresa in cui squadre di top students provenienti da università o Mba gareggiano gestendo un’azienda virtuale attraverso un sofisticato software di business simulation.
Nelle edizioni precedenti hanno messo alla prova il potenziale dei propri studenti la Bocconi, l’Università Tor Vergata di Roma, la Cattolica di Milano, il Politecnico di Milano e la Sapienza di Roma; «Le università italiane si concentrano ancora troppo sulla teoria – spiega Pierre Derenemesnil, general manager di Global Management Challenge – e il business game è un’ottima occasione per mettere in pratica ciò che i ragazzi hanno studiato per anni».
Molti di questi eventi sono poi sponsorizzati da aziende che non solo fanno partecipare al gioco i propri manager, ma che utilizzano questi momenti di incontro per “cacciare” i talenti.
In questo concorso manageriale prevale ovviamente fare il cacciatore di teste e selezionare tra i più meritevoli quelli che faranno un’esperienza di lavoro in azienda.
Da quest’anno però la novità sarà che l’esperienza in azienda diverrà del tutto reale. Proprio così! L’anno scorso – racconta Stefano Zambon, professore di Economia Aziendale all’Università di Ferrara – la Banca di Romagna ha sponsorizzato il nostro business game e il direttore generale che ha fatto parte di una squadra si è portato dietro qualche ragazzo». Pierre Derenemesnil conferma la tesi del suo collega: «È un’ottima occasione per mettersi in luce tra le aziende che partecipano al torneo».
Nel business game, invece, l’Università di Ferrara, utilizza come alternativa alla tradizionale tesi di laurea; infatti Zambon, spiega che in questo modo gli studenti possono laurearsi in meno di un anno tanto che oltre 50 studenti hanno deciso di laurearsi in questo modo.
Insomma un’opportunità che permetterà ai giovani di farsi conoscere in un mondo dove la pratica e l’esperienza aziendale valgono più di tanti anni di studio e la lode resta solo un ricordo.

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