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26 maggio 2008

Niente più maratone sessuali: amplesso perfetto in cinque minuti

Figuraccia per gli uomini, delusione per le donne: per i clichè della nostra epoca questo è il risultato di un rapporto sessuale di brevFiguraccia per gli uomini, delusione per le donne: per i clichè della nostra epoca questo è il risultato di un rapporto sessuale di breve durata. Di questi tempi il sesso è bello solo se dura tanto e l’uomo che “ci sa fare” è quello che riesce a ritardare il più possibile il momento dell’eiaculazione in un’estenuante esercizio di resistenza. Se gli standard sono questi, è naturale che sempre più uomini soffrano della cosiddetta ansia da prestazione e ricorrano in molti casi all’ausilio di farmaci o contraccettivi ritardanti. A sfatare questo mito è ancora una volta il lume della scienza. “Percezione della normale e anormale latenza eiaculatoria secondo i sessuologi canadesi e americani: quanto dovrebbe durare l’amplesso?” è il titolo dello studio condotto da due ricercatori statunitensi del Behrend College di Erie (Pennsylania), Eric W. Corty e Jenay M. Guardiani. Dall’analisi preliminare della differenza fra quella che è la percezione comune della durata dell’amplesso e i tempi della reale latenza eiaculatoria nel maschio, i due studiosi hanno poi sottoposto i propri risultati al giudizio di trentatrè medici, tutti rappresentanti della Società di Sessuologia e Ricerca di Stati Uniti e Canada. Ai medici è stato chiesto un parere in merito alla durata del rapporto, da esprimere col giudizio di troppo breve, adeguato, auspicabile, troppo lungo. Ne risulta che: sotto i tre minuti un amplesso è troppo breve, da tre a sette è adeguato, da sette a tredici auspicabile, da tredici a trenta troppo lungo. Non contano i preliminari.
Uno studio del genere che sembra quantificare oltremodo un rapporto analizzabile si dalla scienza e dalla fisiologia, ma de facto appartenente alla sfera emozionale e sentimentale, non poteva non suscitare pareri avversi. Lo stesso Corty ci tiene a precisare: “Non vorremmo che questi dati venissero presi troppo alla lettera, né che l’atto sessuale si banalizzasse a una performance a tempo. L’intento della nostra ricerca è proprio quello di tranquillizzare le coppie e molti uomini che vivono in maniera stressante la propria vita sessuale”. E, contro i modelli ideali di sessulità ai quali ci hanno abituato, continua Corty: “I risultati del mio studio forniscono dei dati reali, non un modello ideale”.
Alex McKay, ricercatore del Consiglio Canadese di Educazione e Informazione Sessuale, commenta: “Tutte le generalizzazioni rigurdanti l’adeguata durata dell’amplesso dovrebbero essere prese con cautela: non è il tempo che definisce un rapporto ma la sua qualità”.
Ancora più contrariata Sandra Byers, psicologa del Dipartimento di Sessuologia dell’Università del New Brunswick: “Non capisco come facciano i miei colleghi a rispondere in numeri. Il tempo ideale del sesso è quello che serve a entrambi i partner per divertirsi”.

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