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14 gennaio 2009

Il decreto Gelmini per l’università

Il decreto Gelmini sull’università è diventato legge lo scorso 5 gennaio quando la Camera dei Deputati ha approvato con 281 voti a favorIl decreto Gelmini sull’università è diventato legge lo scorso 5 gennaio quando la Camera dei Deputati ha approvato con 281 voti a favore, 196 astenuti e 28 contrari il testo votato al Senato il 28 novembre 2008.
Le novità introdotte nel decreto mirano principalmente a valorizzare gli atenei e gli studenti meritevoli, ad una maggiore trasparenza dei concorsi ed a fornire strumenti che permettano di valutare i progetti di ricerca verso sui quali sia opportuno investire. La parola d’ordine non sembra dunque destinare meno fondi all’università, bensì assicurarsi che questi vengano spesi meglio.
Ecco le principali disposizioni introdotte dal decreto Gelmini:
Valorizzazione degli atenei.
Ogni università pubblica italiane che in sede di bilancio annuale risulterà aver speso più del 90% del fondo di finanziamento ordinario in stipendi perderà il diritto di bandire concorsi al fine di assumere nuovi docenti, ricercatori o personale amministrativo. Inoltre il 7% dello stesso fondo verrà riservato agli atenei che si distingueranno per qualità dell’offerta formativa proposta e qualità della ricerca condotta nei propri laboratori.
Valorizzazione degli studenti.
Il Governo ha stanziato 135 milioni di Euro per la costituzione di nuove borse di studio destinate a garantire il diritto allo studio ai giovani più meritevoli.
Riforma delle commissioni giudicatrici.
Il decreto modifica i criteri di composizione delle commissioni destinate a valutare docenti ordinari e ricercatori: per garantire una maggiore trasparenza farà parte della commissione un solo professore ordinario della facoltà che ha richiesto il bando, altri 4 professori ordinari saranno estratti a sorte da una lista contenente un numero di commissari esterni almeno tre volte superiore al numero richiesto di membri della commissione.
Valutazione della ricerca.
Il decreto introduce disposizioni per collegare l’aumento di stipendio di professori e ricercatori a una valutazione che verrà eseguita dall’autorità accademica. A partire dal 1° gennaio 2011 verranno infatti maturati scatti biennali che garantiranno un aumento di stipendio solo nel caso in cui siano presentate alla commissione istituita dall’autorità accademica alcune pubblicazioni scientifiche risalenti al biennio precedente.

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