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8 luglio 2009

Il discorso di Barack Obama alla New Economy School di Mosca.

L’America desidera una Russia forte, pacifica e prospera. “Noi non siamo antagonisti”. Barack Obama

Barack Obama

Barack Obama

Con queste parole ha esordito ieri il presidente americano Barack Obama nel suo discorso agli studenti della New Economy School di Mosca.L’America desidera una Russia forte, pacifica e prospera.”Noi non siamo antagonisti”.

Con queste parole ha esordito ieri il presidente americano Barack Obama nel suo discorso agli studenti della New Economy School di Mosca. Obama ha voluto diffondere con forza questo semplice messaggio nei sue due giorni di incontri a Mosca con i dirigenti russi, con i giovani che un giorno saranno al potere e con i rappresentanti dei più importanti settori della società russa.

Il suo primo vertice al Cremino ha prodotto anche importanti risultati: un accordo sui numeri finali dei negoziati sulla riduzione degli arsenali e la luce verdi di Moca al transito sullo spazio aereo russo dei rifornimenti militari americani destinati all’Afghanistan. Ma tra le cose più importanti che il presidente Obama ha in qualche modo sottolineato nei due giorni di colloqui a Mosca ci sta quella di creare sinergie tra Russia e Stati Uniti, che possono dare vita ad una vera partneship basata su numerosi interessi comuni ai due Paesi:

Nel XX Secolo alcuni pensavano che Stati Uniti e Russia fossero destinati ad essere antagonisti – ribadisce Obama- e nel XIX Secolo alcuni pensavano che i due Paesi fossero destinati a lottare per sfere d’influenza e che le grandi potenze dovessero creare blocchi. Entrambi questi punti di vista si sono rivelati sbagliati.

Nel discorso agli studenti il presidente Obama ha ammonito comunque in modo molto esplicito la Russia sul rispetto della sovranità di Georgia e Ucraina. Elencando le aree di cooperazione Obama ha insistito molto sulla minaccia della proliferazione nucleare. Non possiamo illuderci di poter scegliere i Paesi che acquisiscono ordigni nucleari.

Dalla fine della Guerra Fredda in India, Pakistan e Corea del Nord hanno effettuato test nucleari – ha detto Obama – Dobbiamo essere uniti nell’opporci agli sforzi di questi Paesi. Obama ha lanciato anche un’esca alla Russia: se la minaccia nucleare iraniana sarà eliminata (con l’aiuto indispensabile di Mosca) verrà a mancare anche la ragione di essere dello scudo missilistico eliminando così di colpo uno dei maggiori motivi di attrito tra Russia e Stati Uniti.

Un attrito confermato ieri dalle dichiarazioni del ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov che ha ribadito che la installazione dello scudo missilistico in Europa rimetterebbe in discussione le prospettive di successo dei negoziati sulla riduzione degli arsenali nucleari.

Da parte sua Putin si è detto molto contento del primo incontro con il successore di Georassige W. Bush, ricordando che i rapporti tra Russia e Usa hanno avuto alti e bassi e che il nome di Obama associato alla speranza di un miglioramento”.

Danilo Iammancino

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