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14 maggio 2010

Riforma universitaria: la corte dei conti boccia il 3+2.

Un documento del 14 aprile 2010 della Corte dei Conti, dal titolo “Referto sul sistema universitario”, boccia il 3+2 voluto, nel 1999, dal ministro Berlinguer.
Il doppio ciclo, laurea triennale e laurea specialistica, “non ha prodotto i risultati attesi né in termini di aumento di laureati, né in termini di miglioramento dell’offerta formativa”.
In parole povere, secondo i Magistrati contabili il 3+2 ha incrementato i corsi di studio, il numero dei professori, le sedi distaccate ma non è riuscito a incrementare il numero degli iscritti alle facoltà, né quello dei laureati.
Dal documento della Corte dei Conti si legge che “i corsi di studio sono passati da 2444 dell’anno accademico 1999/2000 ai 3103 dell’anno accademico 2007/2008. Se si aggiungono i corsi di secondo livello, il numero complessivo dei corsi attivi nel 2007/2008 è di 5519 a fronte dei 4539 dell’anno 2003/2004”.
Per tale motivo dal 2008/2009 si è assistito ad una prima inversione di tendenza con una diminuzione del 7% dei corsi di laurea breve e del 2% dei corsi di laurea specialistica.
Il numero degli iscritti all’università nell’ultimo quinquennio è stabile a 1800000. Nel documento si segnala l’alta percentuale di chi abbandona al primo anno, il rilevante incremento delle sedi decentrate e il peso via via crescente assunto dai professori a contratto esterni ai ruoli universitari.
Il 3+2 è messo letteralmente alla gogna; la Corte, infatti, prosegue sostenendo che esso “non ha migliorato la qualità dell’offerta formativa nemmeno in termini di più efficace spendibilità del titolo nell’ambito dello spazio comune europeo”. E questo è, forse, il fallimento sul quale si dovrebbe riflettere maggiormente.

Marianna Brescia

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