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28 maggio 2010

Università e futuro

C’erano una volta i laureati. Persone colte e ammirate, destinate a ricoprire importanti incarichi nel loro settore, un lavoro sicuro e di prestigio, stipendi alti e soddisfazione personale, peccato che oggi la favola sia cambiata.
Oggi la laurea non è più un titolo raggiungibile solo da chi appartiene ad un ceto abbiente, ma per fortuna è ora alla portata di tutti, o quasi. Basta la voglia di studiare.

Così le nostre università si sono riempite di studenti e i nostri atenei hanno cominciato a sfornare brillanti laureati, che, tuttavia stanno incontrando non poche difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro.Se per i laureati in medicina e ingegneria, il lavoro, in genere, non manca, per molti laureati in altre discipline la strada da percorrere per arrivare ad ottenere un impiego è ardua e tortuosa e spesso si arriva ad un ruolo impiegatizio ben lontano dalle rosee prospettive auspicate quando si è cominciato ad intraprendere gli studi.

Ed è da questa analisi che da un po’ di tempo a questa parte ci si inizia a chiedere se laurearsi ne valga la pena. In generale possiamo dire che: “Laurea sì”, perché comunque sia, offre più opportunità di trovare un lavoro, anche se in molti casi al livello di un non laureato. “Oltre il 54% delle nuove assunzioni nel settore privato riguardano laureati o diplomati superiori,” è quanto affermato dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardello, che ha anche aggiunto “Le professioni operaie e di bassa valenza diminuiscono mentre aumentano le assunzioni di ingegneri e laureati nelle lauree economiche”.

Ma bisogna comunque tener conto che per le aziende che devono assumere personale, più che il titolo di studio, spesso vale di più il bagaglio di esperienze pratiche che una persona ha accumulato nel corso degli anni.

Infine per chi sta per compiere un passo importante ed è ancora indeciso su quale facoltà scegliere o se scegliere addirittura una formazione alternativa all’università data dai corsi di formazione professionali in linea con le professioni più richieste orientandosi attraverso le statistiche occupazionali.

Lucia Iorio

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