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29 luglio 2010

La pacifica convivenza tra globalizzazione e tradizione culinaria nel Fusion Food!

Giornata Food

Ciò che sempre più di frequente notiamo nei ristoranti e nella nostra quotidianità, sono due stili alimentari diversi che da una parte si dirigono verso la riscoperta della tradizione gastronomica del territorio, e dall’altro invece tendono alle culture culinariaie provenienti da paesi lontani.

Fusion food

Fusion food

Sono due atteggiamenti che non sono in contraddizione, non c’è solo una cucina locale come non c’è solo una cucina globale, c’è un consumatore legato alle proprie radici, ma che in misura diversa adopera prodotti appartenenti ad altre culture e con questi sperimenta sapori nuovi.

La Fusion food, spinge a mischiare ingredienti diversi di origine esotica e/o asiatica a prodotti tipici della cultura indigena.

La Fusion food degli anni ’90 ci ha fatto conoscere latte di cocco, sesamo, citronella, che adesso mescoliamo con arachidi, wasabi, topinambur, zenzero, olio di oliva.

Questa mescolanza di prodotti e quindi di profumi e sapori, è stata possibile anche grazie al libero mercato e alla globalizzazione.

Abbiamo introdotto sulla nostra tavola nuovi ingredienti provenienti da ogni dove come la frutta dall’Amazzonia Acai o dall’America come il cranberry, usato per dare alle carni quel sapore particolare di dolce e salato (la salsa al cranberry per accompagnare la carne di tacchino è un classico della cucina americana), ma anche goji, una frutta rossa proveniente dalla Cina o yuzu, un agrume giapponese popolare nella preparazione di dolci, molto utilizzato dagli chef. Stiamo famigliarizzando con il cavolo cinese, l’okra o Gombo, nativo verde vegetale in Africa Occidentale e del medio oriente soprattutto in Iraq.

Molto dffuse sono le spezie indiane per dare nuovi sapori: lo zenzero una spezia tra le più in voga, il wasabi, un condimento giapponese con un gusto pungente, deriva dalla radice di un ravanello giapponese. Tra i nuovi ingredienti rientra anche il biscotto speculos belga alla cannella che viene proposto nei dessert, come anche il dulce de leche del Sud America.

Il Miele classico cede il passo a un miele speziato o salato (curcuma, paprika, zenzero, pepe nero, origano ) che lo rende adatto all’abbinamento con piatti di carne, pesce, ma anche con verdure o frutta. Tra le erbe aromatiche più utilizzate predomina il coriandolo.
Per stupire in cucina ci sono anche gli oli essenziali o le alghe; la glassa all’aceto balsamico di Modena ma in versione sciropposa, di solito viene abbinato a piatti di carne.

L’atteggiamento di mischiare e fondere ingredienti e culture alimentari diverse per soddisfare piccole curiosità culinarie, emerge soprattutto nelle grandi città del centro nord, dove la pausa pranzo o la cena con gli amici è possibile in decine e decine di ristoranti multietnici. Inoltre la presenza di negozietti orientali rende più agevole la reperibilità di prodotti particolari impossibili da trovare nei supermercati.

In ogni caso, la cucina italiana resta quella preferita tanto che, secondo le statiche, gli italiani continuano a scegliere il buon piatto di pasta asciutta e la pizza napoletana, a cui non rinunciano neanche durante le vacanze nelle più remote località esotiche del mondo!

Laura Muro

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