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22 luglio 2010

la vita è tutta un quiz, anzi un test

E’ stata annunciata in una conferenza stampa, dal ministro dell’Istruzione l’istituzione di una duplice verifica:Un test a settembre e un altro a giugno per accertare quanto hanno imparato in un anno di scuola i ragazzi.

Mariastella Gelmini ha presentato il ‘Pqm’, ovvero il Piano Nazionale Qualità e Merito: una trasformazione epocale che cambierà la scuola e la valutazione degli studenti.Il progetto coinvolgerà 1.000 scuole medie e nel 2011 anche le superiori ed entro il 2013 il 50% delle scuole medie dovranno affrontare questi questionari nazionali creati dall’Invalsi.

L’arrivo dei test sarà affiancato da una rivalutazione del ruolo degli ispettori, da un piano per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti e a interventi per un migliore collegamento tra scuola media, superiori e università.

Roger Abravanel,autore di un fortunato saggio sulla Meritocrazia ha collaborato nella messa a punto di questa novità. «La scuola del futuro è insegnare come pensare e non cosa pensare» ha osservato Abravanel secondo il quale «il declino economico italiano è conseguenza dell’emergenza educativa».

Il Ministro ha spiegato che lo scopo di questi test non è penalizzare né gli insegnanti né gli studenti. L’obiettivo è, invece, quello di migliorare la qualità del nostro sistema scolastico’. Infatti l’Italia è ormai l’ultimo Paese in Europa nel quale la valutazione degli apprendimenti rappresenta esclusivamente un “fatto interno” che si realizza cioè tra l’insegnante e lo studente attraverso criteri del tutto soggettivi.

Questi testi-che saranno predisposti dall’Invalsi e che ricalcano il modello già adottato per la terza media-permetteranno invece di rilevare le carenze di ogni singolo studente e di mettere in campo azioni mirate per colmare le lacune, consentendo alle scuole di auto-migliorarsi.

Il ricorso ai test servirà anche a promuovere il merito attraverso l’erogazione di borse di studio da assegnare agli studenti particolarmente meritevoli;Il progetto è alle sue battute iniziali, ma è chiaro l’obiettivo del governo: tra pochi anni sarà costituito un ranking nazionale degli istituti migliori e stilata una classifica degli studenti eccellenti per poi assegnare le borse.

Cio’ che resta da comprendere è se questo piano nazionale di monitoraggio del livello di preparazione degli studenti vada visto come una cosa positiva o no.

Da una parte come il consulente del ministero sostiene,l’80% delle persone in Italia sa leggere ma non capisce fino in fondo cio’ che legge;quindi sarebbe auspicabile far salire la qualità della scuola mediante un un cambiamento radicale.

Dall’altra parte non sono da sotovalutare neppure le critiche.Ad esempio Mariangela Bastico, senatrice del PD afferma che prove standardizzate come quelle che l’Invalsi ha somministrato quest’anno all’esame di terza media,basate su meccanismi di valutazione oggettiva,potrebbero dare risultati falsati.

Sicuramente l’Italia,come ha spiegato Gelmini,ha il maggior numero di ore di insegnamento e allo stesso tempo i risultati più scarsi e l’imperativo categorico che muove tutte le iniziative riformatrici dell’attuale ministro dell’Istruzione è il miglioramento della qualità del sistema.Anche Roger Abravanel,esperto di fama internazionale,segue questo motto: la qualità non fa rima con quantità. Cioè un sistema scolastico basato sulla quantità non necessariamente produce qualità.

Roberta Nardi

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