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11 agosto 2010

L’abolizione del valore legale della laurea

L’obiettivo che si vuole perseguire con l’abolizione del valore legale della laurea è quello di accertare con maggior rigore le competenze professionali di ognuno e di poter avere selezioni e concorsi basati sul merito piuttosto che sul ‘pezzo di carta’.

Infatti,il deputato del Pdl Fabio Garagani, primo firmatario della proposta di legge inerente il cambiamento di aspetto e funzione della laurea, spiega che mantenendone in vita il valore legale, le università italiane rischiano di diventare mere ‘fabbriche’di titoli di studio,e sulla base di questi ultimi inoltre si considerano comunque acquisite le competenze professionali.

Per “valore legale del titolo di studio” si intende la garanzia d’idoneità che lo stato riconosce a tutti coloro che superano esami o qualunque atto soggetto a valutazione, alla fine di un corso di studio. In concreto questo valore legale si riduce alla garanzia giuridica che ogni “pezzo di carta” offre a chi ne diventa titolare. In sintesi, prendere la laurea in una determinata università corrisponde esattamente ad ottenerla in un’altra università.

Soprattutto per quanto riguarda l’accesso nella Pubblica Amministrazione: ci si riferisce ai concorsi pubblici, dove è richiesta la laurea, per i quali ogni titolo di studio, qualunque sia l’università nella quale ci sia laureati, ha lo stesso valore.
La parificazione dei titoli di studio,peraltro,ha ricadute negative sul futuro di molti giovani che pensano che le possibilità di impiego successive alla laurea siano indipendenti dal tipo di università nella quale investono le proprie risorse.

L’abolizione del valore legale della laurea è un passo essenziale per migliorare la qualità delle università italiane. Infatti il valore legale parifica i percorsi universitari con un effetto negativo: disabilita la concorrenza tra le università e determina un disincentivo ad offrire standard formativi più alti.

Invece,l’abolizione del valore legale riuscirebbe ad aprire le porte verso la meritocrazia, una scelta quasi sempre impraticabile con le regole attuali; inoltre,ad essere danneggiate sarebbero finalmente le università improduttive e che hanno sperperato vergognosamente risorse statali.

La maggior parte delle persone, percio’,è favorevole a questo provvedimento; c’è chi lo considera il primo apprezzabile del governo,e chi è daccordo sul risultato a cui porterebbe:indurre le università a migliorarsi sotto ogni punto di vista.Cè addirittura chi ritiene che ogni università si affermerebbe e acquisterebbe prestigio,semplicemente attraverso la qualità dei laureati che manda sul mondo del lavoro.

Come in tutte le cose,però’,non mancano opinioni contrarie o quantomeno piu’ diffidenti. C’è chi sostiene che da sola la semplice abolizione del valore legale serve a poco. Anche molti professori favorevoli all’argomento ritengono comunque che non sia sufficiente a risolvere i problemi dell’università.

Infine, c’è chi è scettico sul fatto stesso che il provvedimento venga attuato e che ritiene che,severrà davvero realizzata questa riforma, sicuramente si escogiterà qualche escamotage per lasciare la situazione sostanzialmente invariata.

Ad ogni modo la proposta di legge riguardante l’abolizione del valore legale renderebbe rilevante nelle selezioni l’ateneo di provenienza e, come spiega il deputato del Pdl Garagnani, darebbe nuova vita alla competizone tra le università.

Roberta Nardi

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