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13 agosto 2010

Ramadan: il sacrificio per bruciare i peccati

Da qualche giorno siamo in pieno Ramadan, mese sacro per l’Islam e per i musulmani ovviamente. Grazie ad una disponibilissima musulmana di nome Chaimaa, che ha risposto alle nostre domande, cerchiamo di descrivere in maniera molto semplice e sintetica che cosa è il Ramadan.

D: Cosa vuol dire letteralmente il termine “Ramadan”?

R: Letteralmente, Ramadan, significa “bruciare”. Infatti il profeta Muhammad (p.b.s.d.l) disse: “Il mese di Ramadan è stato chiamato così perché brucia i peccati”.

D: Cosa è il Ramadan?

R: Ramadan è il nono mese del calendario musulmano, nonchè lunare. E’ il mese sacro per i musulmani. In questo mese i fedeli devono astenersi da molteplici cose. Tutto questo avviene dall’alba al tramonto.
Ci si astiene dal mangiare, bere, fumare, avere rapporti sessuali. Ma in realtà si allontanano anche altre cose, come ad esempio parlar male delle persone, o semplicemente parlare sulle persone in loro assenza, dire parolacce, ascoltare solo musica e stare attaccati alla televisione e al computer. Questo mese è fatto anche per percepire, seppur pochissimo, la sofferenza del non avere cibo e acqua. Cosa che, purtroppo, moltissime persone nel mondo provano ogni giorno, ma loro non hanno dei tempi stabiliti come può essere al tramonto si mangia. Quindi si acquisisce un forte senso del cibo e dell’acqua potabile che abbiamo sempre a nostra disposizione. Insomma, in questo mese dobbiamo tenerci lontani dalle cose che ci occupano da noi stessi e dalla nostra fede.

D: Come “funziona” praticamente il Ramadan?

R: Durante questo mese aumentiamo ed accumuliamo la nostra fede. Preghiamo tanto, oltre alle 5 fondamentali preghiere del giorno, leggiamo ed ascoltiamo il Corano, ricordiamo di più Allah e il Suo Messaggero. Prima dell’alba ci svegliamo per mangiare e questo viene chiamato “Suhur” dopodichè preghiamo Salat al fijr (preghiera dell’alba). Dopo questa preghiera non mangiamo e non beviamo fino al tramonto facendo il Iftar, cioè la rottura del digiuno.
Ovviamente durante la giornata dobbiamo pregare le preghiere fondamentali e farne altre in più. Appena fatta la rottura del digiuno che si fa mangiando un dattero e facendo un invocazione, si prega Salat al Maghrib (preghiera del tramonto). In seguito, si continua con l’Iftar e si mangia in famiglia, un clima davvero bello, intenso, pieno di felicità. Successivamente si inizia a fare Salat Al-Isha’ (preghiera della notte) che si completa con altre preghiere dette Salat Attarawih, che potrebbero finire prima o dopo, a secondo delle persone e della loro forza di volontà. Il profeta Muhammad (p.b.s.d.l.) e i Suoi compagni (che la pace sia con loro) pregavano tutta la notte fino al Suhur. Noi, cerchiamo di seguire questo grandissimo esempio ed infatti moltissimi lo fanno. Ora che Ramadan è in concomitanza con l’estate e le vacanze, la possibilità è maggiore, quindi si prega fino al Suhur oppure, comunque, fino notte fonda.

D: Ci sono delle eccezioni? Tipo per gli atleti o per chi lavora sotto il sole come i muratori o per donne incinte?

R: Certamente! Non devono digiunare: i bambini, le donne incinte, le donne con le mestruazioni, gli anziani che non hanno forze, chi ha malattie particolari o che comunque il digiuno porterebbe loro delle complicazioni. Per i lavoratori, dipende, poichè il lavoratore prima dovrebbe tentare di digiunare oppure di chiedere al datore di lavoro di concedergli per quel mese un posto di lavoro meno pesante se si trovano dei compromessi, il lavoratore deve assolutamente digiunare. Se non si trovano, il lavoratore, deve tentare di digiunare e solo nel caso in cui non si sente bene può bere o mangiare un boccone. Perchè questo? Perchè non deve divenire un alibi affinché questa persona non faccia il digiuno, per questo non deve ingozzarsi.

D: Secondo te come è vista questa pratica da chi ti vive intorno?

R: Molti la vedono come una sofferenza, perchè secondo loro il non mangiare e il non bere per tanto tempo è una sofferenza. Ma ci sono moltissimi che vedono in questa pratica tanta devozione e fede per il proprio Dio.

Ancora grazie alla nostra amica Chaimaa

Marano Virgilio

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