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23 ottobre 2010

La CRUI messa a tacere per un “piatto di lenticchie”

Controcampus ha trattato più volte il tema della riforma universitaria. Vi abbiamo raccontato della protesta degli studenti, delle famiglie e dei ricercatori. Vi abbiamo presentato tutti i punti di vista sulla vicenda … o meglio, quasi tutti.

Difficilmente a parlare della riforma sono stati i rettori, forse per posizione apicale che occupano (che li rende magico anello di congiuntura tra il governo e l’università) oppure perché hanno preferito limitarsi a esprimere le proprie opinioni nelle sedi competenti (come all’interno della CRUI).

Ad attirare la nostra attenzione è stata proprio la critica mossa dal rettore del Politecnico di Bari Nicola Costantino all’operato della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane per le posizioni espresse sulla Riforma Universitaria.

Il Rettore critica, in primo luogo, la decisione del Governo di portare avanti un progetto di riforma senza alcun confronto con “chi la riforma dovrà subirla”, ma limitandosi a sottoporlo al vaglio parlamentare. Una riforma, secondo Nicola Costantino, che ha cercato il consenso attraverso una campagna denigratoria del sistema universitario italiano, dipingendo quest’ultimo come fondato esclusivamente sul baronato e corsi di laurea poco credibili, privi cioè di qualsiasi legame con il mondo del lavoro e le esigenze della realtà sociale.

Un sistema universitario malato e decadente (così dipinto dai fautori della riforma) che dovrebbe essere risanato e reso maggiormente meritocratico per mezzo di soluzioni che, secondo il rettore, non farebbero che peggiorare la situazione attuale (un esempio tra tanti è un sistema di reclutamento incentrato sull’utilizzo di commissioni locali, una soluzione che non farebbe altro che alimentare il baronato).

Quello che Nicola Costantino lamenta è la posizione tenuta dalla CRUI (e in misura minore dal CUN) in merito alla riforma. A detta del primo, la Conferenza dei Rettori avrebbe “svenduto la propria autorevolezza accademica e la propria indipendenza istituzionale in cambio di un piatto di lenticchie”. Il piatto di lenticchie sarebbero le vaghe promesse fatte del Governo di rivedere i tagli della legge 133/2008.

Speranzosi di trovare nella CRUI uno stop decisivo alla controversa politica riformistica della Ministra Gelmini, ricercatori e i docenti più giovani sono rimasti delusi. Delusione trasformata in rabbia che, convogliata nella protesta, ha evidenziato ancor più le debolezze della CRUI.

Il rettore Costantino dichiara che se il DDL 1905 dovesse essere approvato e non ci sarà alcun modo per ripristinare i finanziamenti necessari alla sopravvivenza del Politecnico, egli non potrà far altro che rimettere il mandato al Ministro nella convinzione che “Nessun commissario potrà ridurre la spesa e razionalizzare il bilancio più di quanto l’attuale Amministrazione, con grande spirito di responsabilità e di sacrificio, non abbia già fatto”.

Egli conclude la sua intervista ad un giornale locale con un messaggio agli studenti del Politecnico di Bari, un messaggio che credo di dover riportare per intero in quanto penso che sia una splendida sintesi di ciò che sta accadendo oggi al sistema universitario.

Oggi l’Università pubblica, soprattutto nelle regioni del Sud, vive la più grande crisi dal dopoguerra. Potentati economici e politici hanno espliciti interessi a sacrificare il nostro ruolo di Ateneo d’eccellenza, ma aperto a tutte le classi sociali, a favore di un sistema classista, decisamente più orientato alle Università private ed all’emigrazione obbligata dei nostri studenti nei più ricchi e meglio finanziati atenei settentrionali.
Nonostante tutto, sono convinto che la comunità del Politecnico : docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, ha la forza di opporsi a questo piano scellerato, e che potrà farcela se, ancora una volta, saprà compattarsi – con la forza degli strumenti di democrazia interna che il nostro Stato ci garantisce – intorno alla propria irrinunciabile missione scientifica, culturale e sociale di servizio al nostro territorio
”.

Domenico Lanzara

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