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1 febbraio 2011

Estero o Italia? Questo è il problema

Viaggiare, vedere posti nuovi e conoscere altra gente, assaporare piatti esotici e avvicinarsi ad altre culture. Per molti spostarsi all’estero è un’esperienza che aiuta a crescere, per altri è quasi una scelta obbligatoria, dettata dalla necessità di trovare un impiego. C’è chi la definisce “fuga dei cervelli,” ma ci sarà qualcuno che invece di una “fuga” pianifica solo un breve viaggio, o fa una scelta ponderata, valutata e studiata con attenzione?

Frannie lavora in una casa editrice, vive in Italia da sola, perché la sua famiglia soggiorna negli Stati Uniti. Ogni anno torna negli States per andare a trovare i familiari, ma la sua vacanza non dura più di un mese. “Mi piace l’Italia, sto bene qui. Ho un buon lavoro, mi sento realizzata. Non riuscirei a vivere in America.”

Francesca, dottoranda in Spagna, si è innamorata di Valencia durante l’erasmus, e subito dopo la laurea ha comprato un biglietto si sola andata per tornarci e fare lì il dottorato. “In Italia non avevo garanzie lavorative, tutto era già deciso e io non ero compresa. In Spagna sono stata contesa dai professori.” Ritornare in Italia, dai suoi familiari, dagli amici, dal ragazzo? Forse, dopo il dottorato.

Enrico, dopo la laurea specialistica in ingegneria informatica, ha trovato subito lavoro in Italia, ma ha deciso di partire per Vienna. “Volevo imparare qualcosa di nuovo, volevo imparare una nuova lingua e volevo imparare ad arrangiarmi.” In Austria il colloquio di lavoro è andato alla grande. Niente “contratti a tempo indeterminato” né “stage.” Da subito un contratto a tempo indeterminato.

Marco Valente, originario di Paestum, vive in Danimarca. Ha lanciato un’iniziativa: un viaggio in treno dalla Danimarca fino alla Campania, per intervistare gli italiani residenti all’estero e fare loro tre domande: A che condizioni torneresti in Italia, ovvero per quale tipo di Italia saresti felice di tornare? Qual è il cambiamento più importante di cui l’Italia avrebbe oggi bisogno? Cosa possiamo fare insieme dall’estero per aiutare questo processo di cambiamento?

Biglietto d’andata pronto. Quello di ritorno, lo si farà se necessario.

Marilena Grattacaso

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