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8 settembre 2012

Zucchero “misogino” nel salernitano: l’Arcigay non ci sta!

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù? Non questa volta.

Arcigay di Salerno e associazioni femministe campane proprio non hanno digerito la bravata pubblicitaria della Techmania, azienda tecnologica di Battipaglia, che aveva fatto stampare sulle bustine di zucchero da essa sponsorizzate una serie di battutacce sessiste sulla donna da far accapponare la pelle.

Per farvi un’idea del tenore generale di queste piccole gemme di maschilistica comicità, ve ne sottoponiamo una. Forse la più indicativa: “La differenza tra una toilette e una donna è che la toilette non ti insegue per nove mesi dopo che l’hai usata”.

Ma volendo ce ne sarebbero altre lasciatemi dire “esilaranti”: “Differenza donna-specchio: la donna parla senza riflettere, lo specchio riflette senza parlare” o ancora“Che differenza c’è tra una pila e una donna? Che la pila ha almeno un lato positivo». Giudicate voi.

Sembrava tuttavia la classica boutade senza pretese, una goliardata destinata a scivolare rapidamente nel dimenticatoio, e così sarebbe stato se un giorno, in un bar di Eboli, l’ingiurioso disaccaride non fosse finito nelle mani di un’associata dell’Arcigay, che ha prontamente denunciato l’episodio alla comunità Lgbt, che a sua volta ha chiesto allo IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) di censurare e punire l’azienda ideatrice degl imbarazzanti slogan.

L’accusa è piuttosto seria: misoginia.

Spiega Ottavia Voza , presidente di Arcigay Salerno:

“A nostro avviso, questi messaggi sono segnali pericolosi perché riflettono purtroppo una tendenza sempre più diffusa alla utilizzazione ed alla giustificazione di linguaggi violenti e maschilisti”.

Immediata la replica della Techmania, che nella persona del responsabile marketing, Fabiano Sole, rispedisce al mittente l’infamante accusa, accampando “giustificate” ragioni di natura commerciale:

“Il messaggio ha un’evidente finalità ironica ed è stato veicolato senza voler offendere alcuno. In quest’azienda lavorano sei donne e quel messaggio rientra in un più vasto repertorio di freddure riportate sulle bustine di zucchero con messaggi ironici anche sugli uomini”.

Si scopre così che nel mirino delle caustiche bustine non ci sono solo le donne, ma anche gli uomini (Come puoi definire un uomo con metà cervello? Fortunato) e le suocere (La suocera è come il pesce, dopo tre giorni puzza).

Lungi da noi pontificare sulla legittimità o meno di questa, comunque sia, “efficace” operazione di marketing (che ha subito fatto il giro del salernitano). Si può, invece, discutere la sostanza di battute che più stantie di così si muore. Così come si può discutere il penoso senso dell’umorismo di tanti cui,siamo sicuri, le stravaganti bustine avranno certamente strappato il classico sorrisino ebete e compiaciuto.

Un po’sano sfottò tra sessi non ha mai ucciso nessuno. E siamo d’accordo.

Ma la noia di certo umorismo da bar, quella sì, che ha un po’ rotto le scatole.

Con simpatia, cara Techmania.

 

Fonte immagine: http://static.tuttogratis.it

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