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30 marzo 2011

Energie rinnovabili: 1 comune su 8 è autosufficiente

Ecco l’Italia di cui non si sente mai parlare: l’Italia che spesso non conosciamo nemmeno noi, figuriamoci all’estero. Però esiste, e stavolta ha davvero da insegnare qualcosa al mondo politico nazionale.

Secondo il rapporto presentato da Legambiente, infatti, 1 comune su 8 nel nostro Paese è autosufficiente per quanto riguarda l’elettricità grazie a un mix di energie rinnovabili: sole, vento, biomasse e geotermia ad alta e bassa entalpia. Alla sua sesta edizione, il dossier Legambiente mostra chiaramente l’aumento sempre maggiore di piccole centrali ad energia alternativa: “Sono 7.661 i Comuni in Italia dove si trova almeno un impianto. Erano 6993 lo scorso anno, 5.580 nel 2009” spiega Edoardo Zanchini, curatore del rapporto. Nel complesso, quindi, nel 94% dei comuni italiani si fa uso di fonti di energia rinnovabili.

Senza nessuna sorpresa, i due comuni più “puliti” si trovano sulle Alpi: si tratta infatti dei comuni di Morgex e Brunico, che sono al 100% rinnovabili non solo dal punto di vista elettrico, ma anche da quello termico (riscaldamento e acqua calda). Ciò che invece sorprende molto di più è che accanto ai soliti paradisi di montagna nella classifica troviamo anche città del meridione: Lecce, per esempio, produce più elettricità da fonti rinnovabili di Friburgo, località tedesca rinomata per il fotovoltaico. Ma non solo: tra i comuni autosufficienti per l’elettricità sono da segnalare anche città come Isernia, Agrigento e Treviso.

Anche il Sud comincia a muoversi, ma per dare continuità a questa straordinaria rivoluzione occorre semplificare le normative d’autorizzazione, dare certezze agli investimenti, avviare serie politiche di efficienza energetica e iniziare gli indispensabili interventi di adeguamento della rete alle nuove caratteristiche della microgenerazione distribuita” dichiara Zanchini.

In un momento in cui si discute così tanto sul problema dell’energia -anche in vista del referendum sul nucleare che avrà luogo il 12/13 giugno- ecco che le energie rinnovabili, alle quali si rimprovera sempre di essere troppo costose e di svolgere un ruolo pressoché marginale, si dimostrano una valida alternativa in cui investire. Grazie ad esse, oltretutto, “si sono creati nuovi posti di lavoro, portati servizi, riqualificati edifici e creato nuove prospettive di ricerca applicata. Oltre, naturalmente, a una migliore qualità della vita, senza dimenticare bollette meno salate” si legge nel rapporto Legambiente.

Resta comunque l’interrogativo utopico: potrebbero riuscire un giorno queste fonti rinnovabili a coprire il fabbisogno completo di più di 60 milioni di italiani?

Eleonora Lena

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