Realizzate i vostri sogni d’infanzia, come e perché farlo

Redazione Controcampus 6 Aprile 2011

Realizzate i vostri sogni d'infanzia, e ora immaginate che vi dicano che vi restano pochi mesi di vita e che potete riflettere sul senso della vita, è il momento.

Quali sarebbero le vostre considerazioni? Cosa consigliereste a chi ha ancora un’intera vita davanti?

Tale circostanza è accaduta realmente a Randy Pausch, informatico statunitense, passato a miglior vita il 25 luglio 2008 dopo che nel luglio del 2006 gli era stato diagnosticato un cancro al pancreas e gli avevano dato pochi mesi di vita. Randy Pausch è stato invitato a tenere la sua ultima lezione pubblica, la “last lecture” intitolata “Realizzate i vostri sogni d’infanzia” (“Really Achieving Your Childhood Dreams”), presso la Carnegie Mellon University il 18 settembre 2007. Consiglio vivamente a tutti i lettori di questa rubrica di andare su internet e vedere la “last lecture” integralmente, basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca il suo nome e cognome per trovare il video della sua ultima lezione in lingua originale e con i sottotitoli in italiano, per chi non conosce l’inglese.

Sarebbe riduttivo ed inutile in questo articolo voler raccontare tutta la ricchezza delle sue parole. D’altra parte solo ascoltando la sua voce e guardando l’energia del suo corpo si può apprezzare appieno l’enorme valore di questa persona. In questo articolo mi limiterò invece a fare qualche osservazione personale, dal momento che ho guardato questo video, ne ho trascritto integralmente tutte le parole e lo consulto ogni qual volta sento di avere bisogno di stimoli per recuperare l’energia e lo slancio indispensabili per vivere appieno la mia vita.

Randy Pausch esordisce nella sua “ultima lezione” dicendo: “se pensate che debba essere triste sapendo che mi restano pochi mesi di vita e che presto lascerò una moglie e tre figli, dovrò deludervi”. E continua dicendo: “Non ho intenzione di piangere o compatirmi. Sono qui per raccontarvi quali erano i miei sogni d’infanzia e di come li ho realizzati”. Capite?

Realizzate i vostri sogni: perché farlo e quanto è importante

Un uomo che sa di andare incontro alla morte a causa di un cancro che decide di dare a tutto il mondo un grande insegnamento, un inno alla vita e alla vitalità, un’iniezione di motivazione per credere nei propri sogni e nella possibilità di realizzarli.

Tra tutti i concetti toccati nella sua ultima lezione ce ne sono alcuni che mi hanno colpito in particolar modo e che desidero condividere con voi. Partirei con il considerare le sue parole sulle difficoltà che si possono incontrare nella vita: “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri“. Mi piacciono queste parole, fanno riflettere sul fatto che gli ostacoli ci sono per tutti e sempre ci saranno. La domanda chiave dunque non è “perché ci sono”?, quanto piuttosto: “dal momento che desidero raggiungere un obiettivo, come posso superare questi ostacoli, questi muri”?

Successivamente Randy tocca un altro aspetto importante quando racconta: “Mi lamentavo con mia madre di quanto fosse difficile quell’esame all’università, e di quanto fosse spaventoso. Lei si inclinò verso di me, mi diede un buffetto sulle spalle e mi disse: «Sappiamo bene come ti senti, tesoro, ma ricorda, tuo padre alla tua età combatteva contro i tedeschi“. In effetti mi ha colpito molto questo passaggio, perché nel mio caso personale ripenso a mio nonno che all’età di sedici anni era con un fucile in mano a combattere. Dovremmo imparare a guardare le cose in prospettiva e a considerarci fortunati a non aver avuto “muri enormi che hanno avuto altre persone”.

Proseguendo nella sua lezione Randy dice: “Sto per morire e mi sto divertendo. E continuerò a divertirmi ogni giorno che ancora mi resta da vivere. Perché non c’è un altro modo per farlo“. Credo che questa sia una perla di saggezza assolutamente unica! Nella vita conviene divertirsi qualsiasi cosa si decida di fare. Decidere di divertirsi è una scelta alla portata di tutti, è un fatto di atteggiamento mentale; come abbiamo già visto in altri articoli di questa rubrica l’atteggiamento mentale dipende da noi, soltanto da noi. Possiamo decidere cosa vogliamo fare e come farlo. Dunque ogni giorno continuo a ripetere a me stesso e consiglio a tutti voi: divertitevi, divertiteti, divertitevi, sia nello studio che nel lavoro. Avete una sola vita per farlo. Decidete di farlo, lo meritate ed è alla vostra portata.

Fanno riflettere molto anche le sue parole quando dice: “Non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri”. Queste parole fanno riflettere almeno su due fronti: da una parte conviene mantenere la curiosità e lo slancio dei bambini, perché in questo modo ci si mantiene vivi e proattivi. Sull’altro fronte questo consiglio implica che in tal modo si riesce ad aiutare gli altri: quest’ultima attività è di vitale importanza perché arricchisce e completa al contempo la nostra esistenza. Dunque trovate un modo, un’attività per rendervi utili agli altri e divertitevi nel farlo.

Passando ad altro punto saliente della sua lezione troviamo un altro prezioso consiglio nelle sue parole: “Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato”. Queste parole parlano dell’importanza di coltivare la capacità di relazionarsi con gli altri, l’importanza del vivere nell’ottica di condividere progetti con altri. Ciò che è possibile ottenere con altri è impensabile da compiersi da soli. C’è poi un’altra grande convinzione positiva nelle parole di Randy: che si riceva prima o poi indietro quanto si è donato. Anche io ho questa convinzione. La vita mi ha già dato prove di questa verità. Consiglio anche a voi di entrare in quest’ottica. Sarete più ricchi, più vivi, più pieni.

Ci sono poi nelle parole di Randy altri preziosi consigli che lui ha imparato dalla vita. Di particolare impatto il messaggio contenuto nelle sue parole: “Non lamentatevi. Lavorate più duramente. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda”. Uno stile comunicativo pragmatico e anche un filo colorito; di sicuro impatto! Basta lamentarsi! Le sue parole mi hanno fatto tornare alla mente un altro aforisma tra i miei preferiti: “Le perle migliori giacciono in fondo all’oceano”! Dunque se volete dei risultati degni di nota, se volete vera soddisfazione è importante entrare nell’ottica di lavorare sodo, di fare sacrifici, di sopportare fatica e sudore.

C’è grande saggezza e grande slancio anche nelle parole in cui Randy affronta il tema della fortuna: “La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità”. La vita ci regalerà molteplici occasioni “fortunate”..ma dovremo essere sufficientemente attenti da accorgercene e sufficientemente preparati da cogliere tali occasioni! Sul tema della fortuna Randy chiarisce ulteriormente il suo punto di vista: “La fortuna ce la creiamo da soli, chi più sa più vale”. Homo faber fortunae suae: uomo artefice del proprio destino.

C’è infine un ultimo passaggio che mi ha colpito notevolmente, quello con il quale Randy conclude la sua ultima lezione: “Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di sé. I sogni verranno da voi”. Come anticipavo all’inizio dell’articolo mi sono limitato a riportare solo alcuni concetti toccati da Randy Pausch. L’intera lezione è ricca di molte altre riflessioni che meritano di essere ascoltate dalla sua bocca. Mi limito a rinnovarvi il consiglio di trovare in rete la sua ultima lezione e riflettere su quanto ci viene consigliato. Ciò che io continuo a ripetermi quotidianamente è “imparare a guardare la vita con occhi nuovi“. Questo credo sia il senso più profondo della lezione di Randy Pausch. Lo ricordo a me stesso ogni giorno, mi permetto di ricordarlo a voi in questo articolo.

Stefano Tassone

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto