• Google+
  • Commenta
7 aprile 2011

“Tracce” da seguire al Bellezza-Orsini

Quindici Artisti Italiani in mostra: tutti giovani, tutti alla ricerca di nuovi Linguaggi Espressivi.E’ una full-immersion nello sperimentalismo più drastico e più qualitativamente convincente, la mostra allestita fino al 30 Aprile nello spazio Bellezza-Orsini di piazza di Porta Mascarella a Bologna. Una mostra unica nel suo genere che attraverso l’impronta indelebile di singole “Tracce” disegnate dal percorso di quindici Artisti contemporanei rende uno spaccato di quelle che sono le Avanguardie più pregnanti e degne d’interesse a livello di ricerca nel panorama delle Arti figurative Italiane, con un’attenzione particolare ai nuovi linguaggi espressivi.

Appare un panorama roboante e in continua evoluzione che si muove nel sottobosco di un’autocosciente emineglect sociale traendo dal salvifico complesso dell’essere troppo Avanti la propria inafferrabile dannazione e la propria autonomia, oltreché la propria libertà e velocità di progresso. Tutto ciò necessita di essere fotografato segno per segno per essere davvero afferrato. Per riuscirci con precisione e veridicità il Teatro dell’Otium , che gestisce l’esposizione, ha lasciato ad ogni singolo artista la libertà di concepire e organizzare il proprio spazio espositivo, dando vita ad un Evento di grande qualità Artistica e di grande impatto.

Quattro degli Artisti esposti – Luigi Massari, Andrea Palamà, Patrizia Emma Scialpi ed Emanule Puzziello fanno parte dell’Underdog Studio di Modena (Laboratorio Attivo di Arti Contemporanee) e gli altri undici provengono tutti da esperienze nel campo della sperimentazione, in versione pittorica, come per Dario Molinaro e Pasquale De Sensi, ma anche in veste fotografica, come nel caso di Flavio Romualdo Garofano. E’ da sottolineare che l’età di questi Artisti è spesso inferiore ai 30 anni e che non pochi provengono dal Sud Italia. Si colgono forti istanze di presente nei mezzi e nei linguaggi rispettivamente usati, già probabilmente operanti nel loro immaginario individuale prima di essere filtrate dagli studi Accademici.

Le loro Opere rispecchiano e trasfigurano nel loro violentare la carta, i ritagli, il colore, la violenza implicita nel quotidiano, portandola allo stremo e scaricando le potenzialità distruttive della sua infezione. Ciò che un tempo si faceva con la bellezza e per liberarla dall’idea di peccato attraverso i semantemi della simmetria si fa oggi con l’asimmetrico e il grottesco per liberare la perfezione morbosa e falsificante della Felicità da Benessere dai suoi spettri di verità e dalle sue pulsioni di morte.

“L’Arte a difesa della vita” recitava una poesia dimenticata. Dunque ben venga, perché di essere difesi oggi abbiamo davvero bisogno.

Giulia De Sensi

Google+
© Riproduzione Riservata