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18 aprile 2011

Tutti a fare i manovali. Riflessioni sull’istruzione del Governo in carica

Conoscete la vera causa del tracollo del sistema economico italiano? Avete mai pensato di chiederlo al nostro Governo? Sapete cosa risponderebbe a tale domanda? E’ tutta colpa dell’eccesso di studio! Eh sì, in Italia si studia troppo cari amici.

Se esiste un elevato tasso di disoccupazione e un numero molto importante di giovani italiani si ritrova a “zonzo”, è perché in Italia c’è un eccesso di istruzione! Queste, che definirei folli idee, sono frutto di una “profondissima” riflessione del mondo politico. In particolare a fare questo ragionamento e a dichiarare apertamente tutto ciò, il gruppo di ministri capitanati dall’amata Gelmini: Sacconi, Tremonti, Meloni (e senz’altro con il beneplacito di fedelissimi meno noti ai più!).
Pare che lo studiare troppo, il laurearsi in tanti, il non lasciare l’Italia ad un livello culturale medio-basso come accadeva ai tempi del fascismo, abbia creato solo un popolo di giovani presuntuoselli arroganti. I giovani acculturati, ammettiamolo, non sono umili! È questo che i nostri ministri stanno urlando ai quattro venti!

Più studio, più presunzione, meno predisposizione a lavori definibili modesti, forse umili o comunque manuali. Ad affermare la stessa teoria anche Giuseppe De Rita (questo desta più sospetti e preoccupazioni perché parliamo di uno statista che non fa parte del mondo politico da oggi e soprattutto osserva dall’alto ciò che accade in Italia da un bel po’!).

Quindi cari ragazzi, la colpa del vostro essere disoccupati è da ricondurre a voi stessi che volete a tutti costi laurearvi, dei vostri genitori che sudano sette camice per garantirvi la migliore istruzione, del vostro appassionarvi allo studio e del vostro volervi anche laureare cum laude. Ma siete pazzi?!
Ma andate a fare i manovali per piacere (con tutto il rispetto che si può portare alla categoria!) e non lamentatevi che state al verde!

Ovviamente se di laureati ne abbiamo le “tasche piene” figuriamoci cosa possa mai affermare il nostro governo relativamente alla ricerca. Ma che dobbiamo fare con tutta questa ricerca a destra e a manca?! Ha ragione Giudo Possa, il nostro senatore, quando dice che stiamo messi troppo male in Italia da un punto di vista economico per non approntare un po’ di riduzione di costi… e la ricerca deve andare presto o tardi nel dimenticatoio!

Allora a questo punto vi invito cari lettori a fare un piccolo sunto su quanto detto fin qui e a provare a immaginare cosa potrebbe essere, cosa potrebbe accadere se ciascun giovane seguisse i buoni propositi dei nostri ministri: tutta manovalanza, poca istruzione e infine stop alla ricerca. Insomma un modo più o meno rapido utile a porci in posizione diametralmente opposta al grande Nord Europa e proporsi agli occhi del panorama politico, economico e sociale del mondo come il luogo della “sotto-innovazione”. Quindi possiamo immaginare di diventare un giorno come l’Europa dell’Est e paesi similari che hanno puntato tutto sul basso costo del lavoro, altro che ispirarci al Nord innovativo e tecnologico!

Stiamo rischiando grosso per davvero se questi sono i presupposti e i leit motive della riforma universitaria. Se questi sono i pensieri della nostra classe dirigente…riflettiamoci.

Pasqualina Scalea

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