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6 Maggio 2011

L’Odissea Erasmus

Si sono chiuse da poco le iscrizioni al bando Erasmus per l’anno 2011/2012 delle facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali della Sapienza di Roma.

Nessun candidato Erasmus avrebbe neanche lontanamente immaginato di ritrovarsi intrappolato per settimane nel vortice di pratiche burocratiche tra compilazione di moduli e allegati di moduli. Nessuno avrebbe mai scommesso che i giorni precedenti alla candidatura, si sarebbero risolti in code interminabili all’ufficio Erasmus e caccia ai professori per la firma del Learning Agreement , ingenuamente sottovalutato ma in realtà cugino del temutissimo piano di studie delle lunghe file nei corridoi in attesa dell’approvazione di quest’ultimo da parte del tutor presente al suo ricevimento a intermittenza.

Dalla lettura del bando (ne sono pubblicati tre, uno a febbraio/marzo e gli altri due a maggio/giugno e settembre con le borse residue) l’iter per la candidatura non sembrerebbe così insidioso; si sceglie la borsa di studio che può andare da un minimo di 3 a un massimo di 12 mesi. Gli iscritti al primo anno sono esclusi a priori dai giochi, ma in marzo possono presentare la domanda per il secondo anno. Vista la necessità di avere almeno 36 cfu (lo scorso anno erano 40), al momento della candidatura a marzo, si presuppone che questi studenti modello siano riusciti a conseguire un numero così alto di crediti durante una sola sessione d’esami, quella invernale. Partire durante il terzo anno sembrerebbe il momento migliore, sfidando comunque il rischio di non riuscire a laurearsi in tempo, considerato il fatto che non necessariamente si riuscirà a dare tutti gli esami previsti all’estero. Per il Corso di Laurea Magistrale ( D.M. 270) invece, occorre aver acquisito almeno 18 cfu, ma attenzione. Gli iscritti al terzo anno di triennale non possono presentare domanda per partire l’anno successivo (il primo di Specialistica), dovendo necessariamente scegliere borse appartenenti al « livello » triennale.

Superato l’ostacolo crediti, si apre il capitolo burocrazia. Oltre alla candidatura online, si dovrà affrontare il « progetto didattico » nel quale si indicano le motivazioni che vi spingono a partire. Di nuovo attenzione! Ciascuna borsa è affidata ad un docente (italiano) responsabile dell’accordo. Sarà lui che valuterà il progetto. Ci sarà chi si accontenterà di tre righe in cui si motiva la partenza a Parigi perché c’è la Tour Eiffel, ed altri che, pur avendo davanti agli occhi una mini tesi con validi motivi per scappare un anno dalla Sapienza, avrà da ridire sulla vostra scelta delle proposizioni e sull’uso della punteggiatura. Un consiglio: informatevi su chi sarà il vostro referente italiano!

C’è poi la fase in cui si scelgono gli esami che si dovranno sostenere all’estero. Ora questa ricerca estenuante sui siti dell’università straniera sarà impegnativa quanto inutile. Ci si basa infatti sui programmi di corsi che molto probabilmente, anzi sicuramente l’anno della vostra partenza cambieranno. Ed è per questo che entra in gioco la carta Change Form , l’unico modulo che amerete, la vostra ancora di salvezza. Non scervellatevi quindi al momento della compilazione del Learning Agreement, che è solo una prima bozza del vostro piano di studi straniero. Una volta partiti, valuterete sul posto quali esami poter seguire e quali no, basandovi sui programmi dell’anno in corso nell’università straniera. Ci sarà poi da dover rincorrere via mail i docenti italiani per assicurarsi che, una volta tornati in Italia vi convalidino l’esame. E le attese causate da quei professori ch sembrano non sapere di possedere una casella di posta elettronica saranno all’ordine del giorno. Le visite quasi giornaliere all’ufficio Erasmus (che quest’anno per ragioni economiche ha drasticamente ridotto i suoi giorni d’apertura), si tradurranno dopo la vostra partenza, in carteggi elettronici nei quali implorerete di sollecitare questo o quel professore a rispondere alle vostre mail. Ultima informazione: non fate troppo affidamento sui corsi di lingua organizzati dalla Sapienza. Lo scorso anno infatti questi ultimi sono iniziati la prima settimana di Settembre, quando molti studenti erano già partiti.

Superati questi piccoli e insidiosi ostacoli burocratici, preparatevi a partire per quest’esperienza felice che è l’Erasmus; molti dicono che la burocrazia al ritorno sia peggiore di quelle per la partenza..Lo scoprirò tra due mesi, quando tornerò dal mio Erasmus a Parigi.

Benedetta Michelangeli

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