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15 luglio 2011

LUNANZIO E LUSILLA – LA TRILOGIA, di LORIS FABIANI

Il 15 luglio, presso il Teatro romano di Scolacium, all’interno dell’undicesima edizione del Festival Armonie d’arte e con il patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, verrà rappresentata Lunanzio e Lusilla – La Trilogia, una sceneggiatura scritta e diretta dal giovanissimo Loris Fabiani, grazie alla quale gli è stato conferito il premio teatrale nazionale “Anna Pancirolli” nel 2010.

L’organizzazione dello spettacolo è stata curata dall’Ars Factory Florilegio, un’associazione nata in Calabria nel 2002 e impegnata nella promozione di eventi culturali. A differenza di altre numerosissime realtà, la Florilegio non opera esclusivamente in ambito regionale, ma si muove lungo il territorio nazionale, monitorando le sue attività dalle sedi centrali di Roma e Milano.

L’atteggiamento di apertura assunto nei riguardi di certe prospettive artistico-letterarie, e quindi teatrali, la pone in una posizione di credito in relazione al panorama culturale delle giovani associazioni italiane; a testimoniare una tale strategia sono le stesse iniziative, non troppo assidue ma che nel tempo hanno acquisito un’indiscussa levatura, proprio in virtù delle scelte scrupolose adottate dai soci fondatori.

La promozione di questo spettacolo è il risultato di un lungo percorso che l’associazione ha intrapreso con Fabiani nel 2007: la sceneggiatura è visibilmente maturata e oggi va a sommarsi alle importanti e numerose collaborazioni teatrali e cinematografiche nel ruolo di attore, successive alla sua formazione presso l’Accademia di Arte Drammatica romana.

Il cast è costituito perciò dallo stesso regista e da alcuni tra i migliori giovani talenti del teatro italiano: Alessandro Marverti e Linda Caridi, accompagnati dai musicisti Lorenzo Barone (chitarra classica) e Alessandro Cilona (flauto traverso).

Chi ancora non ha fatto esperienza di questa regia troverà una motivazione del teatro di Fabiani nelle sue stesse parole, quando ci spiega che «il mondo di Lunanzio e Lusilla si ispira e vuole fare omaggio a tutte le suggestioni teatrali che la tradizione italiana ci ha indicato: innamorati, canzoni e duetti, fronzoli stilistici, ammiccamenti, lazzi, astute trovate sceniche, attori colti dentro e fuori la scena.».

Rispetto alla stesura originaria delle prime rappresentazioni il testo non ha subito sostanziali modifiche di ordine stilistico; la trasformazione più evidente consiste nell’espansione del nucleo testuale, quindi nell’aggiunta di due episodi che insieme al primigenio descrivono l’intera trilogia. In conseguenza è stato incrementato il numero degli attori e favorito l’incontro funzionale degli elementi drammatico e musicale, sorretto dalla presenza in scena dei due musicisti.

La musica, con la sua immediatezza sintattica, ottiene così una collocazione, nell’impianto drammaturgico, che semplifica il piano della comprensione e della rappresentazione del testo, fungendo da coadiuvante per le sezioni recitate e, come tale, acquisisce un ruolo che si spinge oltre la semplice idea di accompagnamento, sottolineando, e spesso sostituendo, il fluire metrico, melodico e semantico del dramma.

Delia Dattilo

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