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19 agosto 2011

Cerchi nel grano: Alieni? No, canguri eccitati

La Tasmania è un luogo incantevole. Paesaggi d’inestimabile valore naturalistico la rendono meta ideale per esteti e navigatori freelance; una cornice di colori quasi magici fa da sfondo ad una miriade di parchi nazionali.

Spiagge edulcorate da tonalità biancheggianti, cime frastagliate dal vento ed incontaminate foreste pluviali raffigurano un dipinto sublime, paradisiaco, ed etereo; un luogo catartico in grado di generare estasi in qualsivoglia amante delle bellezze naturali.

In Tasmania, terra di diavoli e di canguri, però fa caldo; un po’ troppo, forse.

Di recente, infatti, nel corso di un’audizione parlamentare, incentrata sulla tutela delle colture tasmaniche, Lara Giddings, Procuratore Generale di Stato, ha esternato delle dichiarazioni piuttosto bizzarre: “Abbiamo un problema con i canguri che entrano nei campi per ingurgitare fiori di papavero.

Dopo averne ingerito grandi quantità, i marsupiali cominciano a saltellare girando in tondo e creando molti danni alle colture. In tal modo, storditi ed eccitati, i canguri creano dei cerchi nel grano deleteri per gli agricoltori”.

La notizia, che sa tanto di barzelletta, ha fatto il giro del mondo in poche ore. Ora, senza nulla togliere ai danni biologici apportati all’agricoltura, sembra davvero paradossale attribuire i crop circle ( disegni notoriamente complessi) a dei comuni animali.

L’unica spiegazione possibile è che in Tasmania, quel giorno, facesse davvero molto caldo; tanto da generare teorie ancor più fantascientifiche della stessa “presunta” discesa degli alieni sulla terra.

Da un punto di vista prettamente scientifico, in passato, è stato dimostrato che i crop circle possono essere, tranquillamente, creati dall’uomo. Ciononostante, nell’immaginario comune vige l’idea di attribuirne l’opera ad “alieni burloni”.

Al di là delle polivalenti teorie, l’unica reale certezza risiede nel dato storico. Pertanto, va ricordato che tali cerchi simbolici hanno un’origine piuttosto remota e per certi versi, affine alle raffigurazioni astronomiche di Machu Picchu.

In ogni modo, secondo Richard Taylor dell’Università dell’Oregon:” La tesi dei canguri, non spiega la progressiva complessità dei cerchi, divenuti nel corso degli anni sempre più sofisticati. Alcuni di essi contengono ben 2000 forme diverse.

A mio avviso, gli autori più probabili sono, banalmente, uomini: non canguri dunque, e neppure alieni. Tra l’altro, se in epoche passate, per fare dei crop circle, occorrevano corde ed assi di legno, oggi, con Gps e dispositivi laser e a microonde, si possono realizzare dei disegni davvero impossibili”.

La tesi avallata dal fisico americano, è una delle più gettonate, rivelandosi vera nel 91% dei casi mondiali. In fin dei conti, nel corso degli anni vi sono state tante testimonianze di uomini che hanno dichiarato, apertamente, di creare per ludibrio ermetico e simbolico tali misteriose raffigurazioni.

Tuttavia, la comunità internazionale resta divisa in due correnti di pensiero: gli scettici da un lato e i credenti dall’altro. Nessuna certezza e molti dubbi: Dunque, qual è la teoria più credibile? Quella dei canguri tossicomani? Oppure, quella degli alieni burloni? Chissà, ai posteri l’ardua sentenza.

Antonio Migliorino

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