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25 agosto 2011

“L’amore erotico del divino nell’Uomo” di Alessandro Bertirotti

San Bernardo ci ricorda nei suoi Sermones super Cantica Canticorum che “si ama perché si ama e si ama per amare”. Espressione che sembra immediatamente comprensibile, ma che si presenta, invece, ad una più attenta valutazione, tutt’altro che facile da capire.

Gilfredo Marengo, docente stabile di Antropologia teologica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi sul matrimonio e famiglia, dedica un libretto, di appena 65 pagine, ma denso di contenuti, alla questione (2007, Amo perché amo, amo per amare. L’evidenza e il compito, Cantagalli Edizioni, Siena), riportando la riflessione in merito anche all’interno delle osservazioni che Benedetto XVI compie nella sua Deus caritas est.

Oggi, come allora, l’amore resta uno dei temi più importanti per la filosofia, così come per la medicina in generale, perché coinvolge la quasi totalità delle esperienze umane, anche quando crediamo di occuparci d’altro” rispetto all’amare”.

Ogni aspetto della nostra vita è sostanzialmente legato a questo sentimento, al suo nascere, al suo evolversi, esistere e morire, come se l’essenza della nostra volizione si esaurisse proprio in questo particolare tipo di relazione tra noi e le cose, noi e gli altri.

Nonostante l’amore preso in esame sia quello “inter-personale”, l’autore supera l’idea di un amore “inter-soggettivo”, ossia inteso come espressione della volontà di due soggetti, ed approda ad una visione più cosmologicamente intesa.

L’amore che due persone provano l’una per l’altra è una relazione che possiamo davvero comprendere nella sua profondità ed essenza? Si tratta veramente di una relazione fra due persone che vogliono amarsi, desiderano amarsi, oppure è qualcosa di più complesso e forse più misterioso?

Gilfredo Marengo tenta di rispondere a queste domande dal suo punto di vista, ossia quello dell’antropologia teologica, che cerca di individuare l’eventuale legame che esiste fra la vita finita umana e la presenza di Dio in questa vita e non solo oltre il sensibile.

Dopo una prima analisi della differenza che esiste fra amore erotico e amore agapico, con la chiara supremazia del primo rispetto al secondo, perché il primo basato su un atto di accoglienza che scende dal cielo verso l’uomo e non frutto del mero desiderio libidico umano, l’autore entra nel vivo della questione chiedendosi se possiamo veramente disquisire dell’amore e sull’amore senza averne fatto esperienza?

È tuttavia evidente che l’esperienza che dell’amore facciamo deve contenere qualche cosa di universale e generale per poterla raccontare, altrimenti sarebbero poche le persone in grado di comprenderla.

L’aspetto universale dell’amore, secondo la prospettiva del Marengo, che appunto mette in luce gli elementi teorici presenti in San Bernardo, è il concetto di libertà, con la quale si manifesta l’amore.

Egli scrive infatti che “la modalità di raccordo tra l’umano e il divino, secondo la forma cristologica, non può essere concepita che come l’incontro di due libertà” (pg. 27), all’interno del quale è l’amore stesso che diventa maestro e guida degli amanti.

Non possiamo argomentare sull’amore senza averlo prima sperimentato, mentre possiamo dire qualche cosa circa il pianeta Nettuno, anche se non ne abbiamo fatto esperienza concreta. E questo siamo in grado di farlo solo sulla base delle nostre generalizzazioni mentali circa il nostro esperire il mondo in cui viviamo.

Eppure saremo lontani, dalla conoscenza di Nettuno, sino a quando non avremo la possibilità di camminarci sopra, ossia di provare delle reazioni neuro-fisiologiche presenti quando avessimo la possibilità di farne diretta esperienza.

Parlare di amore prima che l’amore stesso ci insegni a farlo, attraverso una sua esperienza concreta, è avvicinarci con molta approssimazione per difetto al reale amore, a quello che si vive davvero ogni giorno con la persona con la quale condividiamo la nostra vita.

Ecco perché l’amore ama e mentre si ama si impara a farlo, assimilando così, nella mente, che è parte del nostro sensibile corpo, quelle tappe mentalmente necessarie per la realizzazione della relazione d’amore.

Un altro aspetto interessante, è il fatto che l’amore “accade”, con un certo grado di imposizione, nella vita delle singole persone. L’amore si impone sui singoli, decentrando i membri della relazione, che ritrovano reciprocamente il senso della loro unione in una libertà di scelta che si rinnova continuamente, proprio grazie al sentimento di identità personale che si realizza nella rela-zione stessa.

E per questo motivo, il mantenimento della preferenza, non basato sul mero desiderio che renderebbe l’altro partner il semplice contenitore formale del desiderio stesso, avviene grazie alla creazione della propria identità dentro la scelta libera dell’altro.

Consiglio dunque la lettura di questo testo, breve e conciso, anche se a volte complesso, ma non difficile, a tutti coloro che cercano di comprendere in quale modo la vita di coppia possa avvicinarsi all’idea d’amore che la cristologia mette in luce come una vera e nuova maturità sentimentale che oltrepassa il mero desiderio biologico.

Alessandro Bertirotti

Biografia

Alessandro Bertirotti è nato nel 1964 a La Spezia. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica di Pescara e laureato in Pedagogia presso l’Università degli Studi di Firenze, all’interno della quale è docente di Antropologia Culturale e della Mente. È docente dei Corsi di formazione per l’Assessorato alla Sanità della Regione Toscana ed è stato invitato al Terzo Congresso Internazionale di Psicologia, presso il Centro Universitario de Ixtlahuaca (CUI), in Mexico, sul tema della costruzione dell’etica nell’umanità. È socio fondatore e vice presidente della ANILDA (Associazione Nazionale per l’Inserimento Lavorativo e l’emancipazione dei Diversamente Abili) con sede a Milano. Fa parte di Comitato Scientifico del Centro Studi Internazionale Arkegos di Roma. Svolge inoltre attività di ricerca in Biomusicologia presso i Laboratori di Antropologia dell’Università degli Studi di Firenze. E’ membro dell’International Institute for the Study of Man di Firenze, dell’A.I.S.A. (Associazione Interdisciplinare di Scienze Antropologiche) e della Società di Antropologia ed Etnologia di Firenze. Da questo anno, 2009, partecipa continuativamente a format televisivi, come Antropologo della mente, presso le emittenti televisivi di Canale10 di Firenze e Tele Genova. È direttore scientifico della collana Antropologia e Scienze cognitive per la Bonanno Edizioni, curatore delle rubriche Biomusicologia e Psicologia e Musica, e membro della Direzione scientifica della Rivista scientifica on-line www.neuroscienze.net”. .

www.bertirotti.com

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