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30 agosto 2011

Niccolò Ammaniti: Io e Te

“Ho detto che andavo a sciare a Cortina perché ho fatto un casino. Ero a scuola e ho sentito dei miei compagni di classe che andavano a sciare. A me non mi avevano invitato. E a me non me ne frega niente di andare a fare le gite con gli altri. E invece sono tornato a casa e ho detto a mamma che pure io ero stato invitato. E lei ci ha creduto ed era contenta. (…)non ho avuto più il coraggio di dirle la verità e quindi mi sono nascosto qui. Sai una cosa? Da quel giorno ho continuato a cercare di capire perché le avevo detto quella bugia.”Cercavo un libro poco impegnativo, di quelli da “mangiare” in treno o fatti apposta per queste ultime giornate di mare.

Cercavo qualcosa di fresco, un autore moderno, dei giorni nostri, che sapesse rendersi leggero ma non banale, piacevole e originale.

Vado in libreria e mi imbatto su uno degli scrittori italiani più in voga del momento: Niccolò Ammaniti. Incuriosita scelgo il suo ultimo romanzo “Io e te”.

Non avevo mai letto nulla di Ammaniti, un po’ perché prediligo i classici, un po’ perché restia a questa nuova generazione di scrittori.

In realtà mi sbagliavo, perché il pregiudizio era di fatto infondato.

“Io e Te” racconta la storia di Lorenzo Cuni, un quattordicenne introverso con problemi di socializzazione che, spinto dalla preoccupazione dei genitori, finisce dallo psicologo, il quale gli diagnostica un disturbo narcisistico della personalità.
A detta dello psicologo, Lorenzo si sente superiore agli altri bambini, e le uniche persone che reputa degne del suo affetto sono suo padre, sua madre e sua nonna.

Un giorno, deluso dall’ennesimo rifiuto dei suoi compagni di classe impegnati ad organizzare una settimana bianca, decide di mentire alla mamma e racconta lei di essere stato invitato ad andare a sciare a Cortina D’Ampezzo cogli amichetti e di non voler mancare all’appuntamento.

La mamma è euforica. A questo punto Lorenzo non può più tornare indietro.

Il giorno della partenza arriva e il ragazzo vestito per andare in montagna con la sua tuta e i doposci si fa accompagnare dalla madre fino a qualche incrocio prima del posto nel quale i suoi amici avevano l’appuntamento. Sceso dall’automobile raggiunge il posto e osserva i suoi compagni partire alla volta di Cortina.

Da qui inizia il vero e proprio romanzo e per Lorenzo, la vera e propria vacanza.
Si rifugia in cantina, nascosto dal mondo, dove già aveva sistemato varie provviste di cibo, una pila di libri da leggere, dei fumetti e la sua PlayStation.

A sconvolgere l’andamento del romanzo arriva Olivia, sorellastra di Lorenzo, figlia di suo padre avuta da un precedente matrimonio e più grande nove anni, che aveva incontrato pochissime volte nell’infanzia, e che praticamente non conosceva.

La situazione si complica. Olivia si reca nella cantina stessa di Lorenzo in cerca di uno scatolone dove lei, probabilmente qualche tempo prima, aveva nascosto dei soldi.
Scopriremo a poco a poco che Olivia è tossicodipendente e quei soldi sono per lei la fuga da una crisi d’astinenza da eroina.

Il denaro però sembra essere scomparso e per la ragazza sopravvivere diventerà un inferno.
Lorenzo decide di farsi carico della tragica situazione, e pur non capendo da cosa sia affetta la sorella, sceglie di aiutarla, di procurarle dei sonniferi e di prendersi cura di lei.

Il rapporto tra i due a poco a poco si trasforma, e da burrascoso qual era, si fa sempre più umano, in cui i due mangiano insieme, si abbracciano, si confidano.

Ma il soggiorno di Lorenzo giunge al termine e per i due fratelli arriva il momento di salutarsi. Dietro le promesse di Olivia di disintossicarsi, i due decidono di rimare in contatto.

Tuttavia, dieci anni dopo, Lorenzo è a Cividale del Friuli in una stanza davanti ad una tavolo dove giace il corpo immobile della sorellastra. Il 9 gennaio 2010 Olivia è morta per overdose in un bar delcomune friulano.

Un finale struggente, inaspettato ma che fa del romanzo una storia commovente e realistica.

Quello di Ammaniti è senza dubbio un romanzo di formazione, in cui Lorenzo, giunto al termine del suo sogno solipsistico di felicità nel quale non c’è conflitto, non c’è commedia, né finzione, scoprirà grazie alla ruvida e cagionevole vitalità di Olivia il gioco caotico della vita là fuori.

Una lettura scorrevole e intraprendente che vivamente consiglio a chi ancora per un po’ vuole concedersi quelle pagine di piacere, prima di iniziare coi manuali di studio.

Margherita Teodori

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