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27 settembre 2011

L’alba del pianeta delle scimmie

Si può scongelare una saga iniziata più di quarant’anni fa e ridarle nuova linfa partorendo una pellicola spettacolare e commovente allo stesso tempo? Si, si può. Il quasi esordiente Rupert Wyatt c’è riuscito, ed il suo film si preannuncia essere uno degli action fantascientifici più belli non solo degli ultimi anni, ma dell’intera storia del cinema.

Il merito non risiede tanto nella storia, più volte evocata dalle pellicole precedenti degli anni 70, e quindi già nota al pubblico, quanto nel modo sapiente con cui viene raccontata. Inoltre, gli effetti speciali ben calibrati e l’utilizzo della straordinaria tecnologia del motion capture, la stessa vista in Avatar (2009), fanno de L’alba del pianeta delle scimmie un vero e proprio capolavoro della cinematografia moderna.

La trama racconta le vicende di un giovane ricercatore, Will (James Franco), che è sul punto di scoprire la cura del morbo di Alzheimer, malattia da cui è affetto il padre (John Lithgow). Gli studi effettuati su un gruppo di scimmie portano Will a stretto contatto con un cucciolo di scimpanzé, Cesare, e a prendersene cura tenendolo nascosto in casa. Il tempo passa, e Cesare, in cui gli effetti del medicinale cominciano a manifestarsi in modo sempre più evidente, sviluppa una notevole intelligenza e dei sentimenti che lo porteranno a commettere azioni dalle conseguenze devastanti.

A differenza di Tim Burton, che, col suo pretestuoso Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie (2001), dieci anni fa aveva fallito miseramente deludendo critica e pubblico, Wyatt sembra pienamente a suo agio con la mitologia della celebre epopea. Riscrivendone l’inizio, il regista ne fa rivivere le atmosfere apocalittiche grazie anche ai tanti richiami al film del 1968 e ai suoi affascinanti, seppur pleonastici, seguiti.

Gli attori, tra cui spiccano un sempre più coinvolgente James Franco (Spider-Man (2002)) e un toccante John Lithgow (Bigfoot e i suoi amici (1987)), sono tutti credibili e danno il loro importante apporto alla buona riuscita del prodotto. Brian Cox e Tom Felton, fresco dell’ultimo episodio della saga di Hogwarts, impersonano due antagonisti convincenti e ben delineati, fondamentali nella fase centrale della storia, quella più cruciale. Un po’ marginale il ruolo di Freida Pinto, anche se non privo di spessore.

Ma colui che tiene in mano l’intera pellicola è senza dubbio Andy Serkis, il poliedrico attore che si cela dietro le espressioni ed i movimenti dello scimpanzé Cesare. Serkis può essere considerato un pioniere per quanto riguarda la tecnica del motion capture, un nuovo dispositivo utilizzato per l’acquisizione del movimento che, pochi anni fa, ci ha regalato film spettacolari come Il Signore degli Anelli – Le due Torri (2002), King Kong (2005) e il già citato ultimo film di James Cameron.

Guardando le reazioni di Cesare, vero protagonista del film, non si può non provare un brivido freddo lungo la schiena. I suoi occhi emanano in tutto e per tutto sentimenti tipici dell’uomo, e l’effetto prodotto è al limite del perturbante. Noi siamo Cesare, ci immedesimiamo in lui, e riusciamo a capirne la rabbia e lo sconforto. Arriviamo a parteggiare per lui, ed è questa la vera forza della pellicola.

Registicamente parlando il film di Wyatt è inattaccabile. Inquadrature di grande forza visiva e movimenti di macchina convulsi contribuiscono a far crescere l’azione col passare dei minuti e caricano di aspettative lo spettatore che, improvvisamente, si ritrova catapultato in una sequenza finale epica che mozza il fiato.

Non mancano nemmeno spunti di riflessione importanti sulla società di oggi e su ciò che la tecnologia moderna potrebbe provocare se lasciata in mani inaffidabili di gente disposta a tutto per denaro. La conclusione della pellicola, pur non avendo la potenza visiva del primo capitolo della serie, riesce ad inquietare quanto basta per rimuginarci sopra nelle ore successive la visione.

Sperando in un sequel, non rimane che gustare, anche per più di una volta al cinema, questo blockbuster intelligente firmato Rupert Wyatt.

VOTO: 9

Titolo Originale: Rise of the Planet of the Apes

Paese / anno: USA / 2011

Regia: Rupert Wyatt

Sceneggiatura: Amanda Silver, Rick Jaffa, Jamie Moss

Fotografia: Andrew Lesnie

Montaggio: Conrad Buff IV, Mark Goldblatt

Scenografia: Claude Paré

Costumi: Renée April

Colonna sonora: Patrick Doyle

Produzione: Chernin Entertainment

Distribuzione: 20th Century Fox

Durata: 105 minuti

Data di uscita: 22 settembre 2011

Interpreti: James Franco, Andy Serkis, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, Tom Felton

Gabriele di Grazia

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