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10 settembre 2011

Prostata: Prevenire è meglio che…mangiare

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università Federico II di Napoli dimostra che una corretta abitudine alimentare può ridurre il rischio d’infiammazioni prostatiche.

Particolari benefici si otterrebbero da due nevralgici farmaci naturali: il melograno e il pomodoro. Secondo il prof. Vincenzo Mirone, ordinario d’urologia presso l’Università partenopea, molti fattori possono irritare ed infiammare la prostata: “ La scarsa idratazione, la vita sedentaria, l’irregolarità intestinale e l’interruzione del coito, uniti al consumo di cibi altamente deleteri per l’organismo, rappresentano un’osmosi pericolosissima”.

La prostata è una ghiandola situata a metà strada tra pene e vescica e funge da centralina dell’apparato urinario e riproduttivo maschile.

Molti scienziati sostengono che le sue funzioni debbano essere preservate a qualsiasi età. Alcune sostanze presenti in natura, contengono delle proprietà particolarmente adatte ad un’attività difensiva contro i fattori nocivi.

Per i ricercatori dell’Università Federico II si tratta dei polifenoli antiossidanti presenti nel tè verde, del resveratrolo del vino, del licopene dei pomodori, della vitamina D e dello zinco, e infine degli omega 3 presenti nel pesce e nei semi di lino.

Secondo il prof. Mirone, onde evitare spiacevoli inconvenienti in futuro, sarebbe utile iniziare a ridurre se non eliminare dalle nostre tavole cibi altamente nocivi come insaccati, spezie, birra, superalcolici e caffé.

Antonio Migliorino

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