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7 settembre 2011

Scappata dalla lapidazione, ora studia all’Unical

Continua in Calabria la storia di Kate Omoregbe, la donna nigeriana di 34 anni che ha scontato la pena nel carcere di Castrovillari per spaccio di droga. Uscita per buona condotta, nel paese natio ha rischiato di subire la barbarie della lapidazione per essersi rifiutata di sposare un uomo più grande di lei che per giunta voleva convertirla da cristiana a islamica.

Scappata dalla Nigeria nel 2008, dopo essere stata in Spagna si è recata a Roma dove è stata condannata per droga. Il 5 Settembre ha lasciato il carcere ringraziando Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, piangendo e abbracciandolo per aver abbracciato la sua causa.

Grazie a tutta l’Italia”, le prime parole di Kate appena fuori dal carcere, con le mani giunte, gesto nobile in segno di gratitudine. “Grazie a tutta Castrovillari e al personale del carcere. Qui sono cresciuta tanto”.

Sempre in Calabria, terra dura ma che si è sempre distinta per la generosità e l’accoglienza, il magnifico rettore dell’Università della Calabria Giovanni Latorre ha offerto disponibilità di far studiare Kate Omoregbe nell’ateneo calabrese, dopo che lei stessa aveva espresso il desiderio di laurearsi.

Nei prossimi giorni – ha dichiarato il magnifico – cercheremo di capire in che modo questa nostra volontà puo’ trasformarsi nella opportunità auspicata dalla signorina Omoregbe e segnare l’inizio, anche sotto questo profilo, di una nuova fase della sua vita.

Credo fosse nostro dovere nostro dovere muoverci in questa direzione non solo per confermare la nostra attenzione verso una donna che mostra di voler recuperare le opportunità perdute e di aprirsi ad una prospettiva di crescita umana e personale, nel segno della libertà e dei valori civili e democratici che sono posti a fondamento del nostro Paese, ma come conferma di un ruolo, – continua il rettorequello appunto che l’universita’ ha svolto, e intende portare avanti con sempre maggiore impegno, che individua nella promozione dei diritti umani, nel sostegno e nell’incoraggiamento ai piu’ deboli, un elemento di forte caratterizzazione della sua attivita’ e dei suoi obiettivi istituzionali”.

Intanto la Omoregbe si è recatata all’ufficio immigrazione di Cosenza, succesivamente sarà scortata a Roma, in attesa di conoscere dall’udienza del Tribunale di sorveglianza se avrà asilo politico nel nostro paese.

“Adesso voglio cominciare a vivere senza paura” ha riferito Kate. “In Nigeria ho subito violenze”.

Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha offerto ospitalità e sostegno a Kate, stabilendo la struttura dove la donna nigeriana, scappata dalla lapidazione, avrà un luogo sicuro in attesa di conoscere a Roma il suo futuro.

Danilo Ruberto

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