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25 settembre 2011

Università specchio della società

Cos’è l’Università? Se si segue la definizione tradizionale, la risposta sembra essere scontata. L’università è il luogo dove uno studente, attraverso il percorso intrapreso, acquisisce gli strumenti e le conoscenze necessarie per la propria formazione, personale e professionale, da spendere in futuro nel campo lavorativo.

Gli atenei vengono considerati luoghi di cultura per antonomasia, punto di incontro, luoghi del libero pensiero in cui ci si può esprimere liberamente e in cui si sviluppa lo spirito critico. A guardare la realtà, ad ascoltare studenti, docenti e addetti ai lavori, appare evidente che tale definizione è corretta sotto certe aspetti ma stride a volte con la realtà.

Nel corso degli anni di studio capita spesso di entrare in contatto con centinaia di giovani che raccontano la storia della loro vita, i loro sogni e aspettative. Capita spesso di incontrare studenti e ricercatori amareggiati, delusi, fortemente appassionati che si sentono come uccelli con le ali tarpate. In realtà, come quella in cui vivo, ma anche, penso, in molte aree del nostro paese, può capitare di sentire, diverse persone che hanno voglia di studiare, ma, non riescono a sopperire ai costi economici che un’attività di studio comporta. I giovani capaci si scontrano anche con una realtà che limita loro le possibilità di esprimersi al meglio

Si raccolgono voci di molti che dichiarano come i genitori non arrivino a fine mese e non riescano quindi a mantenere i figli negli studi, di ragazzi che si trovano un lavoro per essere autonomi e potersi pagare l’affitto, di ricercatori o giovani laureati poco valorizzati e sfruttati, spesso addirittura non pagati.

A questa situazione, già critica, si aggiungono ulteriori elementi. Emerge il quadro di una realtà non solo esterna ma anche interna al mondo accademico, dove se hai l’aggancio giusto riesci a conquistarti un posto al sole altrimenti sudi sotto il sole sperando di non ustionarti.

Spesso a proposito di libero pensiero, può capitare che chi si esprime liberamente può essere anche costretto al silenzio,irretito , zittito da signori arroganti mascherati da difensori della democrazia ma che si comportano come novelli dittatori del terzo millennio.

Spesso in ‘Italia e di riflesso negli atenei, si assiste anche a manifestazioni di provincialismo spocchioso che danno forma a un teatrino dell’assurdo. Infatti, se arriva il potente di turno si è pronti a riverire e ringraziare ma quando si tratta di gratificare un giovane di talento ci si defila perché non c’è posto per le menti giovani e fresche e perché un giovane non assicura le prime pagine dei giornali ma procura solo fastidio al sistema che di fronte a una brillante mente può andare in crisi.

L’università per fortuna, è anche luogo in cui la meglio gioventù manifesta a pieno le proprie energie positive, in cui vi sono alcuni docenti e persone lungimiranti che in un giovane ci credono. Per fortuna ancora si resiste o si cerca di farlo contro l’idea dominante della creazione di una società di ignoranti e furbetti. Si perché l’università nel bene e nel male è specchio della società, e in Italia questo appare fin troppo evidente.

Vincenzo Amone

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