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6 settembre 2011

Verso uno studio più “green”

Il progresso tecnologico, l’estenuante corsa all’aggiornamento, la scoperta di forme nuove ma vecchie in breve tempo: questo è il mondo di oggi, un mondo in continua evoluzione in cui è fondamentale iniziare a parlare di responsabilità sociale non soltanto in campo aziendale.

Molte delle nostre facoltà universitarie hanno dato vita a corsi di laurea triennali e magistrali al fine di realizzare un progetto ecosostenibile che riesca a coinvolgere le “vecchie” istituzioni.

In merito a ciò è intervenuto anche il presidente del Consiglio universitario nazionale Andrea Lenzi, il quale ha ribadito l’importanza che i cosiddetti “green jobs” stanno rivestendo nella società e la conseguente azione universitaria intenta a sostenere e mantenere vivo questo mercato in continua espansione.

L’ampia offerta formativa non è stata certo da meno spaziando fra diversi fronti, tra i quali: biotecnologie, razionalizzazione dell’acqua ed ogni forma di energia rinnovabile.

Tra i corsi istituiti è da annoverare certamente quello del politecnico di Torino in eco design, il cui intento consiste nel perseguire gli obiettivi concernenti le istanze normative nazionali e internazionali da rispettare in campo progettuale.

Non può non farsi menzione dell’università di Pescara la quale propone un corso sull’urbanistica sostenibile, puntando il mirino sulle problematiche del territorio e dell’utilizzo di forme di energia compatibili con l’ambiente circostante.

Dunque, per le molte potenzialità insite in esso, non risulta difficile dar credito a questo nuovo comparto universitario che si auspica non fallisca, in un mercato così vasto non sempre capace di assorbire le diverse figure professionali nate dal bulbo culturale.

Formare i giovani su principi e attività che saranno pane per il loro futuro è l’obiettivo principale; adottare misure di insegnamento condivise e allineate con le pratiche aziendali sembra essere la speranza.

Sicuramente è dal substrato culturale che bisogna impartire una nuova coscienza “green”, per un sicuro e fiducioso sviluppo ecosostenibile del nostro pianeta.

Roberta Nardi

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