A Spasso nel Tempo

Redazione Controcampus 1 Ottobre 2011

Per un fisico la distinzione tra passato, presente e futuro ha solo il significato di un’illusione, per quanto ostinata.

La nostra epoca è lacerata da tante illusioni e poche certezze. Uno stralcio di tempo sospeso tra scepsi e fede.

Un afflato evolutivo scandito dal tintinnio di lancette artificiali, da cui dipende il maturare della coscienza collettiva.

Ma che cos’è il tempo? Una dimensione reale oppure una bieca illusione? Di sicuro è un argomento di grande interesse, non solo fra gli scienziati.

Chiunque si sarà soffermato, almeno per un istante, sul suo significato più recondito, misterioso ed affascinante. Per certi versi, il tempo è una condizione dell’anima, uno spazio etereo ed invisibile; un vuoto da colmare. Per altri, è solo una convenzione creata per semplificare la percezione del reale.

Al di là delle speculazioni filosofiche, per la fisica il tempo è una dimensione reale, al pari dello spazio. Una dimensione ancora tutta da scoprire. Un sentiero algoritmico da esplorare a patto che lo si riesca a decifrare.

La relatività ristretta di Einstein spiega che lo scorrere del tempo è differente per osservatori che siano in moto l’uno rispetto all’altro; da ciò si deduce che tutto dipende dalla velocità.

Sebbene l’argomento possa apparire grottesco o fantascientifico, la stessa relatività einsteniana non esclude la possibilità di superare la velocità della luce, dunque di viaggiare nel tempo.

Fa ben sperare la recente scoperta dell’Istituto nazionale per la fisica nucleare, cui va il merito di aver indotto i neutrini ad una velocità superiore ai 300mila chilometri orari, dimostrando che la velocità della luce non è un limite invalicabile né una costante universale. La velocità dei neutrini è stata misurata dal rivelatore ‘Opera‘, nell’ambito dell’esperimento Cern Neutrinos To Gran Sasso.

Secondo l’astrofisica Margherita Hack, l’esperimento è una sensazionale sorpresa: ” Se i risultati fossero confermati, si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione. La relatività prevede che se un corpo viaggiasse ad una velocità superiore a quella della luce dovrebbe avere una massa infinitamente grande.

Per questo la velocità della luce è stata finora considerata un limite invalicabile. Inoltre la relatività teorizza l’impossibilità dei viaggi nello spazio-tempo. Tuttavia, dinanzi ad una simile scoperta tutto diventa possibile, persino la fantascienza”.

Per molto tempo la scienza moderna, ha ipotizzato che i viaggi nel tempo fossero possibili solo per l’infinitamente piccolo. In realtà, la possibilità di varcare gli orizzonti temporali è di gran lunga più attuabile nei grandi spazi siderali.

Il fisico statunitense Stephen Hawking, professore presso l’Università di Cambridge, ha dedicato gran parte della sua carriera alla comprensione dei meccanismi che si celano dietro la capacità di muoversi tra passato e futuro.

La sua zelante ambizione scaturisce da una nuova branca della fisica, la geometrodinamica quantistica, in altre parole lo studio del comportamento della materia a livello microscopico. Molti scienziati sostengono l’esistenza di numerosi universi paralleli animati dalle stesse leggi fisiche della nostra realtà cosmica.

Secondo Hawking esistono luoghi infinitamente piccoli nei quali le coordinate spazio-temporali perdono ogni significato. “ Si tratta – spiega Hawking – di un sistema basato su scale di lunghezza inferiori a quelle di atomi e molecole. Scendendo al livello della scala minore, si arriva alla schiuma quantistica; ergo al limite del conoscibile. E’ proprio questo l’ambiente dove si può viaggiare nel tempo”.

La schiuma quantistica indica una dimensione riscontrabile a livello ultramicroscopico posto al di sotto della scala di Plank. Secondo il fisico americano: “Se un oggetto, un uomo, una navicella viaggiassero a velocità superiori a quelle della luce si verificherebbe una loro trasposizione in uno spazio nullo, ma in tempo invertito”.

La particella in grado di oltrepassare il limite prende il nome di tachione ed ha una proprietà di successione temporale che va dal futuro al passato, facendo sì che le conseguenze di un’azione precedano la causa.

Secondo Ignazio Licata, fisico teorico e direttore dell’Institute for Scientific Methodology dell’Università di Palermo, l’idea centrale si fonda sull’estensione dello spazio-tempo liscio di Einstein: “In questo ambito si può verosimilmente ipotizzare un effetto tunnel che possa far passare un oggetto da una regione all’altra dello spazio-tempo”.

In realtà, secondo i sostenitori del multiverso, sarebbe possibile viaggiare anche nel passato.

Di questo parere è Sean M. Carrol, ricercatore dell’università della California: “E’ possibile che esistano dimensioni cosmiche in cui il tempo scorrerebbe al contrario. In tal senso, un’ipotetica forma di vita intelligente avrebbe cognizione di quanto accadrà e non di quello che è accaduto. Il tutto appare profondamente connesso alle caratteristiche ondulatorie della meccanica quantistica”.

In definitiva, occorre chiarire che se fosse davvero provata l’esistenza del multiverso, e con esso la possibilità di proiettarsi entro i meandri dello spazio-tempo, l’ipotesi del big bang tenderebbe a sgretolarsi in un lampo.

Infatti, in una realtà cosmica stratificata ed a tratti invertita appare difficile accogliere una tesi sulle origini dell’universo fondata su di una seppur catartica esplosione.

Insomma, il genio Hawking dimostra, ancora una volta, che tutto può e forse deve essere messo in discussione. La contrapposizione dialettica tra dubbio e certezza è il mezzo attraverso cui comprendere il futuro.

Le uniche vere armi a disposizione dell’uomo sono la fede in Dio e nel metodo scientifico-induttivo. Facce contrapposte di un’unica medaglia.

Tuttavia, Scienza e Religione non sono poi così lontane (sebbene Hawking sia convinto del contrario). Entrambe, tendono ad offrire soluzioni, diverse, ad un unico quesito, la vita.

Antonio Migliorino

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto