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5 ottobre 2011

Erasmus Placement a Santiago de Compostela

Questa settimana vi presentiamo una variante del programma Erasmus: l’Erasmus Placement. Si tratta di un programma di scambio non ancora altrettanto attivo quanto l’Erasmus per studio, ma che permette, quando l’università stipula gli accordi bilaterali, di vivere un’interessante esperienza di lavoro all’estero.

I requisiti normalmente sono la conoscenza della lingua del posto e l’attinenza dei propri studi col progetto dell’istituto o dell’azienda ospitante. Il vantaggio è che si può partecipare al Placement anche se si è già usufruito di una borsa Erasmus per studio. Per saperne di più e aprirvi ancora una volta una finestra su una nuova destinazione, questa settimana abbiamo intervistato Anna Civale, commercialista, ex studentessa di Economia, che ha fatto il Placement nel 2009 presso il Centro di Studi e Ricerca Economica e Scienze Sociali IDEGA dell’Università di Santiago de Compostela, in Spagna.

In cosa consisteva il tuo lavoro e come ti sei regolata con la lingua?

Sono stata assegnata ad un progetto di ricerca economica: Analisi delìgli effetti economici dell’invecchiamento sul mercato del lavoro: differenze regionali e politiche di active ageing. Andavo tutti i giorni all’istituto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 14.00. Per quanto riguarda la lingua, non era richiesta la conoscenza dello spagnolo, ma solo quella de”inglese. Nessuno parlava italiano lì, e nemmeno mi è stato offerto un corso di lingua. Lo spagnolo l’ho imparato ‘on the road’!

Anche casa hai trovato ‘on the road’?

Diciamo di sì. Ho cercato su una bacheca online dell’università dove tutti pubblicavano quotidianamente annunci per condividere casa. I miei coinquilini mi vennero a prendere all’aereoporto e prepararono per me una cena di benvenuto. Pensa, nemmeno li conoscevo.

Stiamo parlando di una città ospitale, quindi.

Sicuramente! E poi tieni presente che Santiago è una cittadina universitaria, giovane, sempre in festa, energica (nonostante piova sempre), che permette di ritrovarsi sempre. E’ una cittadina a misura d’uomo percorribile interamente a piedi, con tanti locali ed altrettanti punti di riposo ke permettono a chiunque di far baldoria ma anche di avere lo spazio per riflettere… e non faccio riferimento solo alla rinomata Cattedrale…

Stiamo parlando quindi anche di un luogo spirituale?

Sì, diciamo così. Un posto dove sì, ti puoi divertire, ma anche riscoprire la tua spiritualità. Io penso di averla riscoperta. E poi, ho scoperto di saper lavorare in ambienti diversi.

Quindi diresti che è stato utile fare il Placement?

Assolutamente. Per esempio, ho usato il mio progetto di ricerca come punto di partenza per la tesi. Ai colloqui di lavoro che ho successivamente sostenuto è sempre stato un punto di domanda: colpiva il fatto che avessi lavorato per un periodo in Spagna.

E’ un’esperienza che consigli, allora.

Sì. Il Placement è stata una risorsa spirituale per me, un viaggio, ma anche una carta vincente per cominciare a lavorare.

Le date di scadenza per le domande dell’Erasmus Placement sono diverse, per questo per ulteriori informazioni visitate i siti delle vostre Università.

Sydney Vicidomini

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