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22 ottobre 2011

Fandango Libri ricorda Andrea Zanzotto con Ritratti di Carlo Mazzacurati e Marco Paolini

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Andrea Zanzotto

Una voce unica nella poesia del Novecento

Lunedì 24 ottobre alle ore 21.00

al Politecnico Fandango

Via G. B. Tiepolo 13 A

Ingresso gratuito

Proiezione del film RITRATTI – Andrea Zanzotto

di

Carlo Mazzacurati e Marco Paolini

Ritratti ANDREA ZANZOTTO

(DVD+LIBRO)

L’incontro fra Andrea Zanzotto, uno dei massimi poeti del Novecento, e Marco Paolini si sviluppa entro tre nuclei fondamentali di ricerca: la natura, la storia e la lingua.

La natura è intesa dal poeta come pensiero al quale rivolgersi in un continuo scambio e risonanza ma anche come improvvisa mutazione, cementificazione ed offesa.

La storia riguarda quello che è stato detto il secolo dell’ottimismo, secolo che ha visto crescere la fede nella scienza ma anche il collasso di qualsiasi forma di razionalità.

La lingua è scoperta di un viaggio accidentato, segno di un lessico familiare, musica e canti di un paese, ma anche di un andare mendicando di altri linguaggi, ricercare le stratificazioni che li hanno intessuti; sino ad arrivare a quelli che sono i destinatari della poesia ed i luoghi della lettura per riscoprirne la sacralità.

Il ritratto di Andrea Zanzoto, insieme a quelli di Luigi Meneghello e Mario Rigoni Stern, pubblicati da Fandango Libri in cofanetto con dvd e libro, fa parte della serie di tre documentari realizzati da Carlo Mazzacurati e Marco Paolini nata da un progetto di Michela Signori per Jolefilm, prodotta da Francesco Bonsembiante per Regione del Veneto e Vesna Film.

“Andrea Zanzotto è insieme la persona più radicale e nel contempo delicata che io abbia mai incontrato. Tutto in lui appare dominato da contrasti estremi e inattesi. Sofferenza e leggerezza, fragilità e profondità. Può dialogare col passato, anche con il più remoto, come se tutto il tempo vivesse per lui in un eterno presente. Ma poi d’improvviso scarta e, per un istante, fa apparire il futuro, lo rende tangibile e ci vuole molto coraggio per immaginarlo, il futuro, in questi tempi difficili. Ogni parola che pronuncia appare come la sofferta punta di un iceberg sotto cui vi sono molti suoni, odori e luci misteriose. Il suo volto è enigmatico e lunare, pieno di sfumature, con occhi sempre vivi e ironici che parlano per proprio conto una lingua senza parole. Nelle tre giornate di lavoro trascorse insieme, mentre lo guardavo e mi domandavo che cosa fosse la poesia, mi veniva in mente sempre una sola immagine: quella di un fiore.”

Dalle note di regia di Carlo Mazzacurati

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