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12 ottobre 2011

L’appello contro il ddl sulle intercettazioni alla Fiera del libro di Francoforte

Si apre oggi -fino al 16 ottobre- la Sessantatreesima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte l’appuntamento editoriale più atteso dell’anno che accoglierà 7500 espositori da 111 Paesi del mondo con lo scopo di intraprendere collaborazioni editoriali, scambiare diritti d’autore e offrire uno sguardo sulla cultura del proprio paese.

Al cosidetto “Punto Italia”, lo spazio dedicato al nostro Paese e realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dall’ex Istituto per il Commercio Estero e dal Ministero per lo Sviluppo, parteciperanno 300 editori italiani con circa 1400 titoli.

Un’occasione per diffondere all’estero l’appello contro il decreto legge sulle intercettazioni promosso dagli editori Minimum Fax, Laterza e Gruppo editoriale Mauri Spagnol , che fa seguito a quello lanciato al Salone del Libro di Torino nel maggio 2010. In quell’occasione più di 200 editori italiani di ogni categoria e orientamento culturale si unirono in difesa della libera informazione e dell’esercizio della critica dei cittadini.

Nel nuovo appello si legge : « L’attuale maggioranza di governo sta per approvare in Parlamento una legge che vieta la pubblicazione delle intercettazioni disposte dai magistrati (anche dopo la loro divulgazione alle parti del processo).(…) Alla vigilia della Fiera internazionale del libro di Francoforte – dove potremo condividere la nostra preoccupazione con i colleghi editori di tutto il mondo – chiediamo al Governo e al Parlamento di recedere da questo nuovo tentativo di bloccare la diffusione di conoscenze rilevanti e significative sugli atti processuali. Chiediamo ai colleghi editori e agli amici librai di firmare questo appello ».

Tra le tante iniziative della scorsa settimana contro la legge Bavaglio c’è stata anche quella di decine di docenti universitari di tutta Italia –i « Docenti preoccupati »– che hanno rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un appello affinché lo “schiaffo alla cultura, alla libertà e alla civiltà” rappresentato dall’adozione della legge, sia evitato.

Benedetta Michelangeli

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