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7 ottobre 2011

Le università d’Italia bocciate dal Times

Il Times, anche quest’anno stila la classifica internazionale delle Università. Non so quanto ancora la notizia che mi appresto a raccontarvi possa sorprendere, considerando le precedenti sconfitte già incassate nelle precedenti classifiche nazionali e internazionali del 2011 dalle nostre università. Fatto sta che anche stavolta irrimediabilmente l’Italia perde, ma come non mai!

Ebbene sì, i campus italiani, secondo il Times non sono includibili nella classifica nei primi 200 posti!

Siamo sicuramente consapevoli che le nostre università non sono il top di gamma che si può trovare sul mercato, che a confronto con i colossi americani e inglesi siamo solo delle formichine, ma nonostante ciò è sempre “alquanto” deludente e sicuramente crea un certo imbarazzo rispetto al mondo, sapere di non esserci meritati nemmeno il duecentesimo posto!

E il Times è anche un giornale che fa’ spietatamente il giro del globo!

Siamo in sostanza messi male secondo l’emerita testata e dobbiamo scendere molto più giù, nello specifico alla 228 esima posizione per trovare un balenio di luce con l’Università di Bologna Alma Studiorum (uscita già relativamente vittoriosa rispetto alle italiane in altre classifiche); a seguire, la Statale di Milano si trova al 240° posto, e Milano Bicocca al 241°. Troviamo poi l’Università di Padova al 244° posto e al 249°c’è l’Università di Trieste. Ancora più giù le altre: Trento è al 298° posto; Ferrara al 312°; Modena e Reggio Emilia al 328°; Pisa al 331°; il Politecnico di Milano al 333°; La Sapienza di Roma al 336°; l’Università di Bari al 353°; il Politecnico di Torino al 385° e, infine, a chiudere “in bellezza” con il Made in Italy, l’Università del Salento al 398° posto.

L’università di Perugia, per esempio, nonostate sia per noi una rinomata realtà, non rientra nemmeno entro le prime 400!

Per dovere di cronaca, ma in realtà ormai è risaputo, vi confermo le grandi vincitrici: l’Harvard University (USA), California Institute of Technology (USA) e dal Massachusetts Institute of Technology (USA).
La prima europea è l’University of Cambridge (UK) seguita dall’University of Oxford (UK), ovvio!

La classifica del Times si è basata sull’utilizzo di tredici gli indicatori raccolti in cinque grandi gruppi: la qualità dei professori, il volume e la quantità della ricerca, le citazioni guadagnate dai prodotti di ricerca, l’innovazione e l’internazionalizzazione.

Ma allora ditelo che in prevalenza la classifica verte sul mondo della ricerca! Non c’è bisogno del Times a questo punto!

Pasqualina Scalea

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