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5 ottobre 2011

Leone Ginzburg: la lettera con cui rifiutò il giuramento fascista

Leone Ginzburg
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Leone Ginzburg, letterato ed intellettuale della prima metà del ‘900, fondatore insieme a Giulio Einaudi dell’omonima casa editrice non aveva ancora venticinque anni quando in qualità di professore di letteratura russa all’Università di Torino avrebbe dovuto giurare fedeltà al regime fascista il 19 gennaio del 1934.

Una sottomissione decisa dal Testo unico delle leggi sull’Istituzione superiore del regime di Mussolini.

Decise di non giurare e l’8 gennaio di quell’anno scrisse una lettera a Ferdinando Neri, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino spiegando le ragioni del suo rifiuto.

“Desidero che al mio disinteressato insegnamento non siano poste condizioni, se non tecniche o scientifiche. Non intendo perciò prestare il giuramento”. Questa sarebbe una parte della lettera autografa di Ginzburg rinvenuta di recente nell’Archivio storico dell’ateneo torinese. La reazione del Rettore Neri nei confronti del professore di letteratura russa non tardò: il 9 gennaio del 1934 venne sospeso “il suo corso libero e qualsiasi attività presso la Facoltà”.

Poche settimane dopo, durante l’intensificarsi dell’attività clandestina nel movimento “Giustizia e Libertà” fu condannato dal Tribunale speciale a quattro anni di reclusione. Grazie ad un’amnistia ne scontò solo due, tornando di nuovo nel carcere Ara Coeli di Roma nel 1944, dove morì nel febbraio dello stesso anno.

Questo venerdì la lettera autografa di Leone Ginzburg sarà esposta nell’aula magna del Rettorato dell’Università di Torino, nell’ambito di una mostra volta a ricordare Natalia Ginzburg, moglie di Leone, a vent’anni dalla sua scomparsa.

Benedetta Michelangeli

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