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13 ottobre 2011

Lezioni sulla crisi – informarsi per difendersi

Si preannuncia una giornata calda per migliaia di studenti che nella giornata di domani 15 ottobre sfileranno in corteo per le vie di Roma per protestare contro i tagli previsti dal governo alle varie Università del bel Paese.

“United for Global Change” è questo il motivo che spinge a manifestare nella settimana che sta per finire.

Gli studenti dicono basta a continui tagli e mortificazioni ai quali sono costretti a soggiacere tutti coloro che desiderano avere un’istruzione efficace che rappresenti il trampolino di lancio per l’avvio di professioni future.

Il governo cerca di ostacolare tale percorso formativo rendendo sempre più esosi i costi di mantenimento delle professioni universitarie. Non c’è categoria che non risenta di tale sconquasso economico.

A questo processo i Rettori collaborano alacremente: a luglio la Conferenza dei Rettori (Crui) ha chiesto al ministro Gelmini la libertà di alzare indiscriminatamente le tasse agli studenti, rimuovendo il vincolo che impone un tetto massimo pari al 20% del finanziamento statale, di poter superare la stessa Legge 240 per utilizzare gratuitamente i ricercatori di ruolo per la didattica, di eliminare il limite di 40.000 euro di reddito annuo ai lavoratori autonomi al fine di offrire contratti di insegnamento gratuito ai ricercatori precari.

Bisogna agire come un novello Robin Hood per dare la possibilità alla classe studentesca di svolgere il proprio percorso di studi senza condizionamenti o limitazioni di sorta.

Questo è un processo altamente necessario perchè permette, anzi dovrebbe permettere a tutti coloro che gravitano nel mondo atenieristico di aumentare di spessore ed efficacia l’offerta formativa.

La classe politica forse dovrebbe interrogarsi su questioni concrete e allargare i cordoni della borsa per aumentare di conseguenza gli investimenti assegnati ai vari atenei.

Un investimento che se ben fatto potrebbe essere senza dubbio alcuno monetizzato anche per gli studenti che verrebbero invogliati a finire il percorso intrapreso.

Gli studenti sono depositari di una credenziale che potrebbe fruttare se ci fosse una comunione di intenti tra i vari enti del nostro Paese.

Marco Cristofaro

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